Lunedì 18 Febbraio 2019 | 09:15

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LETTERE ALLA GAZZETTA

Cosa c’è dietro il malessere che sta rovinando la scuola

Insegno da quarantadue anni con lo stesso entusiasmo e la stessa passione che mi indussero ad iniziare questo meraviglioso percorso da docente.
Ho molto dato e ho molto appreso dai miei alunni e, con essi, continuo a divertirmi, perché, lo ammetto, questo lavoro mi piace e mi rende felice.
Ma ho sempre temuto di invecchiare come tante mie colleghe che, dopo tanti anni di docenza, borbottavano stanche e rifiutavano ogni tipo di cambiamento. Perché ero convinta che questi servissero a rinnovarci e a dare nuova linfa alla nostra missione. E di riforme ne ho subite tante! E le ho sempre affrontate con gioia e senso di sfida. Non mi hanno sgomentato l’incedere della tecnologia, né l’invasione della terminologia anglosassone nelle nostre programmazioni didattiche (che dovrebbero, invece, espletarsi in lingua italiana e tutelarne l’integrità).
Ma ora mi ritrovo anch’io a mugugnare e a rimpiangere quella Scuola che aveva una forte valenza educativa e formativa presso le generazioni e nella nostra società e che aveva salvato tanti studenti distratti o demotivati e che aveva visto brillare tante menti illuminate. E la colpa non è dei nostri allievi, frastornati da un mondo di immagini e messaggi fulminei, né, forse, dei loro genitori che avevano delegato al mondo Scuola doveri, che non erano più in grado di osservare né trasmettere, e valori che la famiglia aveva rimosso o lasciato in qualche centro commerciale.
La colpa è dei nuovi dirigenti che lottano fra loro per un pugno di alunni, che riempiono la scuola di progetti inutili e dannosi e che sottraggono tempo alla didattica di discipline fondamentali, e che si lanciano in una folle competizione dell’apparire, tralasciando l’essere.
Le vittime? I bulli, i ragazzi oggetto di bullismo, i docenti demotivati e stanchi, una società allo sbando, l’ambiente che tutti vorrebbero salvaguardare e, soprattutto, la nostra Identità culturale ed umanistica.
Riappropriamoci dei nostri sani valori, della nostra cultura, della nostra bellissima funzione di educatori (exducere) prima che Internet distrugga tutto il bello che i nostri padri ci hanno ci hanno tramandato e la memoria delle nostre radici.
Dirigenti sveglia! Siate più propositivi! Ricostruite la nostra scuola e i giovani di domani ve ne saranno grati!

Cinzia De Bellis (Bari)

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