Martedì 22 Gennaio 2019 | 00:45

LETTERE ALLA GAZZETTA

Bari, il Piave quanti ne invierà dopo quello di Lanciano?

Se dopo la figuraccia di Lanciano - ricordate? - il Piave gli mormorò solo un tiepido Vaff cosa dovrebbe dire ora dopo aver assistito all’incredibile naufragio della cosiddetta Corazzata Bari nelle acque poco profonde dell’Entella, d’un fiume quasi sconosciuto? Come minimo dalle sue amate, gloriose sponde adesso dovrebbe sparare Vaff ad ondate successive. Verso tre precisi obbiettivi.
Il primo da colpire senza scendere ad inutili distinzioni di ruoli e di responsabilità è l’anti-eroico equipaggio biancorosso che, detto papale papale non alla Paparesta, ha preferito restare comodamente accucciato nella stiva piuttosto che salire in coperta e battersi a viso aperto con i volonterosi marinai di Chiavari, gente che ha trionfalmente eletto Corsaro Capo Ciccio Caputo il Corsaro Vero del bel Bari che fu.
Il secondo obbiettivo che il Piave dovrebbe colpire con roventi Vaff di cui sopra è l’allenatore. Non l’attuale, l’Ammiraglio precedente. Quello delle due mezze crociere 2015 andato da incosciente a sbattere puntualmente con il lussuoso transatlantico Bari contro una serie infinita di scogli. Tipo quello del Giglio costato caro a capitan Schettino. E’ andata male come si temeva dopo figuracce, marce indietro e partite salvate spesso al penultimo momento. Peccato, se alla storia avessero messo la parola fine prima di dicembre, meglio ancora a giugno forse oggi il morale del Bari e la sua classifica sarebbero diversi.
Quanto a Mister Camplone, colpevole ma non troppo, fa meraviglia che non sapesse in quale Mare infìdo sarebbe venuto a cacciarsi, sorprendersi e scoprirsi abbandonato come un naufrago al centro del Triangolo biancorosso delle Bermude dove la navigata, premiata ciurma dei nostr’omi continua a ciurlare nel manico fingendo di giocare o giocando al risparmio. O per dirla diversamente che la bussola sfuggita di mano al Comandante è da tempo impazzita.
Le terze ed ultime ondate dei cosiddetti “complimenti” non dal Piave, le accetti a capo chino dai tifosi traditi e delusi il Contrammiraglio Presidente che s’è messo troppo tardi contro l’Ammiraglio piemontese protagonista di tutte le perdute battaglie navali e terrestri del 2015. Con le disgrazie che sono seguite e continuano. Per cui, dopo averla al riguardo già abbondantemente ringraziato, per favore caro Presidente non faccia del suo diploma di salvatore del Bari da morte sicura il lasciapassare vita natural durante che lo assolva dai peccati degli ultimi due anni e da quelli che speriamo non vorrà commettere in futuro. Ci sarà tempo per riparlarne e fare esattamente il contrario.
Adesso raccolga dal mare i relitti riutilizzabili, risalga sulla nave e si prepari per il prossimo Campionato cadetto. Dopo aver fatto rotta verso il Mar Giallo per riallacciare le relazioni con Pechino.

Venanzio Traversa (Bari)

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