Domenica 20 Gennaio 2019 | 19:53

LETTERE AL DIRETTORE

Le contraddizioni continue della sanità in Puglia

Non passa campagna elettorale per le elezioni regionali che i candidati presidenti prendano impegni solenni per una sanità che assicuri più attenzione all'assistenza ambulatoriale, domiciliare , insomma riservi agli ospedali la cura degli acuti in strutture selezionate, ben collegate e che offrano tutti i servizi migliori seppur se l'ospedale disti da un altro trecento chilometri. Questo è il modello tedesco dove ad esempio il malato con il cancro riceve le cure a casa o chi è affetto da gravi malattie , dove i fondi aumentano, diversamente dalle Regioni nostrane che nei fatti relegano la sanità domiciliare come la Cenerentola della situazione.
Riemerge quindi periodicamente la discussione sul piano di riordino ospedaliero dove si decidono le sorti degli ospedali che sono per le Regioni i veri luoghi deputati a somministrare la salute.
E in mancanza di servizi, ecco la ribellione di Lucera e il sindaco lancia in resta proclama: «Ci hanno tolto il tribunale, non ci possono togliere l'ospedale...», minacciando di fare barricate. Non fa niente che il nosocomio ha solo 87 posti, che è a pochi chilometri da quello di San Severo, Foggia e S.Giovanni Rotondo. Idem per Manfredonia. Per non parlare del Salento tra Galatina, Gallipoli, Poggiardo e Casarano. E in questo bailamme ecco il vero scopo, la madre di tutte le battaglie dei consiglieri ed assessori regionali: la creazione di nuovi ospedali dal costo esorbitante Monopoli con duecentovantanove posti lontano da molte cittadine popolose e a Taranto quello di San Cataldo che - si dice - sorgerà su suolo agricolo.
E ci spieghi l'assessore con delega alla Sanità Emiliano la ragione per cui si sono spesi tanti milioni di euro per rifare ospedali come Conversano, Mola, Putignano mentre si programmava di farne di nuovi. Taranto, purtroppo, sappiamo come sia un centro con alta incidenza di tumori; bene si provveda nel puntare sugli uomini, si investano i soldini per far venire ricercatori, medici di alto livello, pur ricorrendo a tanti compatrioti che all'estero fanno le fortune dei migliori centri ricerca sul cancro e poi chiedere a loro stessi se e come costruire un polo di eccellenza oncologico.
E purtroppo capita questo raramente: si provvede all'appalto, come ripetono i signori della Regione, dopo anni si dà inizio ai lavori con aumento dei prezzi, senza che ci sia una benchè minima guida tecnica non dell'ingegnere signorsì ma di chi dovrebbe operare lì e poi ecco sorgere dopo decenni ospedali che sono costati notevolmente di più stile ospedale della Murgia con servizi sulla carta mai entrati in esercizio, scarsezza di medici e personale, mancanza di illustri medici che facciano da volano al nosocomio e richiami ricoveri.
Da qui ne viene una Puglia che in tema di assistenza è agli ultimi posti in Italia come statistiche più volte pubblicate e diffuse.

Leonardo Damiani (Bari)

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