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Emiliano al nuovo Fazzi «È il più moderno in Puglia»

Monica Carbotta

«Questa è la struttura più moderna di tutta la regione Puglia. Tornerò in incognito solo quando ci saranno i pazienti dentro. A dicembre? Ok tornerò per quella data». Lo ha detto ieri il presidente della regione Puglia Michele Emiliano durante il suo primo sopralluogo ufficiale presso il cantiere del nuovo dipartimento emergenza accettazione di Lecce (DEA). Si tratta dell’unico hub d’emergenza area critica di riferimento per tutto il Salento. Nel primo pomeriggio di ieri il presidente è stato accompagnato, nella visita del cantiere, dal direttore generale della asl Ottavio Narracci, dall’ufficio del responsabile unico del procedimento (Rup) e dal direttore dei lavori Alfredo Magnanimo. Il sopralluogo ha riguardato il piano terra ed il primo piano della struttura. Al piano terra sono stati visionati la hall e tutti gli spazi dedicati all’accoglienza. Al primo piano sono stati visitati i 46 posti letto di terapia intensiva, già allestiti, e l’intero quartiere operatorio rappresentato da 12 sale operatorie già complete ed attrezzate.

«È una storia cominciata nel 2008 - ha proseguito Emiliano - il cui protrarsi era per me inaccettabile. Abbiamo spinto per accelerare i lavori, dopo il forte ritardo accumulato, ed ora finalmente sembra che la ditta appaltatrice abbia preso un ritmo che ci lascia ben sperare per la conclusione dell’opera, recuperando almeno in parte il tempo perduto. Il Dea consentirà al Fazzi di essere realmente il centro hub di secondo livello, come previsto dal piano di riordino, divenendo punto di riferimento per tutto il Salento. L’aggiornamento tecnologico presente in questo ospedale sta dotando il territorio delle migliori tecnologie possibili. É necessario che il Piano di riordino viva in questa maniera, eliminando le sacche di inefficienza e facendo del rafforzamento della rete dell’emergenza-urgenza, dotata di strutture super-specializzate come questa, ma anche di nuove ambulanze e persino di elicotteri, la chiave di ogni ragionamento su una Sanità realmente al servizio dei cittadini».

«Il nostro auspicio - ha dichiarato il direttore generale Narracci - è di procedere il prima possibile all’inaugurazione. Con Il Dea si completa una struttura sanitaria che comprende il corpo centrale del Fazzi ed il polo oncologico. Sarà dotata di tecnologie avanzate e di unità operative altamente specializzate, dal centro cuore, al centro trauma». Secondo Narracci entro giugno dovrebbero ultimarsi i lavori, a novembre è prevista l’inaugurazione. A contribuire al rallentamento dei lavori proprio la realizzazione del centro cuore al terzo piano della struttura. L’ultima perizia di variante, approvata solo pochi giorni fa, prevedeva proprio un piano dedicato alla chirurgia cardio-vascolare. Il nuovo Piano di Riordino Ospedaliero della Regione Puglia, adottato con decreto del 28 febbraio 2017, rendeva infatti necessaria una rifunzionalizzazione del Dea, tanto per il modello sanitario, quanto per la dotazione tecnologica.

L’intero stabile comprende cinque piani fuori terra e due piani interrati. L’intera struttura si avvale dei più moderni sistemi di ingegneria sismica essendo posizionata su supporti elastici, gli isolatori sismici, che servono ad isolare l’immobile preservandolo dagli effetti di un ipotetico terremoto. È inoltre ecosostenibile essendo dotata: di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria; di un impianto di trigenerazione, un motore endotermico che produce contemporaneamente acqua calda o refrigerata ed energia termica ed elettrica, riducendo il consumo di energia primaria; e di dispositivo di recupero delle acque meteoriche per l’irrigazione delle aree verdi.

La filosofia costruttiva prevede una più idonea ridistribuzione della tipologia dei posti letto, in modo da privilegiare quelli di terapia intensiva e sub intensiva, rispetto a quelli di ricovero normale dei reparti. Sono complessivamente previsti 214 posti letto di ricovero ordinario, 52 di terapia sub-intensiva, 64 di terapia intensiva, per un totale di 330 posti letto. Le varianti in corso d’opera, volte ad aumentare il livello prestazionale del nuovo DEA, sono state condivise e supportate dall’Ufficio del Rup composto dall’ingegnere Carmelo Negro, dal funzionario amministrativo Laura Casto e da Massimo Marra, esperto in Ingegneria Clinica. Il nuovo Dea è stato finanziato con uno dei più ingenti finanziamenti erogati per la sanità del mezzogiorno, con l’accordo di programma stralcio stato-regione, per un importo complessivo di 117 milioni di euro. Ammonta a 52.697.572,64 euro l’importo totale progressivo delle opere realizzate fino al 31 dicembre 2017, ovvero circa l’84% del totale; le opere di variante in corso d’opera ammontano a 12.948.838,46 euro complessivi.

«Un tassello importante che amplia l’offerta e rafforza il sistema saitario non sono del salento ma dell’intera Pugia», commenta il vicepresidente della commissione regionale sanità, Paolo Pellegrino, ieri in visita al nuovo plesso ospedaliero. «L’intero complesso - rileva - costituirà un degno hub di secondo livello. Sono convinto che la Regione non farà mancare il suo sopporto, sia in termini di risorse economiche, tecniche e strumentali».

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