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lecce

Il fidanzato di Noemi
picchiato in carcere

Il fidanzato di Noemi picchiato in carcere

di Francesco Oliva

LECCE - Due aggressioni in poche settimane nel carcere di Quartucciu. Clima teso dietro le sbarre per Lucio, il giovane di Montesardo salentino, accusato dell’omicidio della fidanzata Noemi Durini. Il giovane è stato preso a calci e pugni da alcuni detenuti. Il 18enne, in entrambi i casi, non ha fatto ricorso alle cure dei sanitari ma gli episodi di violenza certificano (ancora una volta) la complessa personalità dell’omicida reo confesso che poi ha ritrattato.

Le tensioni in carcere si collocherebbero in un clima «da resa dei conti» per alcune questioni interne maturate in carcere tra Lucio e gli altri giovani detenuti. La segnalazione è stata inoltrata alla direzione penitenziaria. Per il momento non sono stati adottati provvedimenti. Queste tensioni hanno spinto Lucio a chiedere ai propri legali un trasferimento in un altro carcere. Per il momento, però, non è stata presentata alcuna richiesta dalla difesa che sta valutando quale possa essere la soluzione migliore. Di certo, però, subito dopo l’incidente probatorio svoltosi giovedì presso la Procura dei Minori di Lecce in cui Lucio era presente, la difesa ha sollevato dubbi sulla fondatezza dell’elaborato dei periti nominati dal Tribunale e dei consulenti della Procura. Sono stati sollecitati nuovi e ulteriori accertamenti su un ragazzo «affetto da turbe»” così come sostenuto dal proprio avvocato. Nel frattempo l’inchiesta sulla morte di Noemi Durini prosegue e si sviluppa su due binari: accertamenti tecnici non ripetibili di natura biologica e informatica.

Nella giornata di venerdì il sostituto procuratore della Procura dei Minori Anna Carbonara conferirà incarico al medico Vincenzo Verdoliva di eseguire esami di tipo biologico, genetico e molecolare per rilevare tracce biologiche o di dna sui reperti e sul materiale ritrovati nell’auto Fiat 500 sequestrata in casa di Lucio, sul luogo del ritrovamento del cadavere della sfortunata studentessa e in sede di esame autoptico per la successiva comparazione con i profili genetici del 18enne di Montesardo salentino e della vittima. Non solo accertamenti di laboratorio. La Procura ha disposto anche una maxi consulenza sui cellulari e apparati informatici sequestrati non solo al giovane indagato ma anche a Emanuela Cassano, Cosimo Micelli, Immacolata Rizzo, Mauro Ponzetta, Francesco Borri e Giuseppe Zippo. Il conferimento dell’incarico è previsto anche in questo caso per venerdì. L’accertamento sarà affidato all’ingegnere informatico Claudio Leone. L’avviso è stato notificato non solo agli avvocati di Lucio, i legali Luigi Rella e Paolo Pepe ma anche ai legali delle parti offese: Giulia Bongiorno; Mario Blandolino e Francesco Zacheo.

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