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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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a porto cesareo

Fucilate e danni
nell'area protetta della Strea

Aquaro di Legambiente: «Un episodio grave ed inquietante; bisogna ripristinare le sbarre agli accessi»

vandali in azione alla strea

di FABIANA PACELLA

PORTO CESAREO - Colpi d’arma da fuoco a poche ore dalla denuncia con cui Legambiente stigmatizzava il passaggio e la sosta di mezzi sull’area protetta della Penisola della Strea.

Ieri mattina, i volontari del circolo cesarino di Legambiente, hanno scoperto che due cartelli informativi presenti nell’area interessata, sono stati uno divelto e l’altro danneggiato con tre colpi di fucile, stando alle prime indicazioni, esplosi da breve distanza. Il cartello divelto si trovava all’imbocco del sentiero della Strea, quello colpito a fuoco invece è situato poco distante, all’inizio di via Lisbona. Un fatto grave, pure questo denunciato dal presidente del circolo ambientalista, Luigi Massimiliano Aquaro.

«È incredibile oltre che inquietante - sostiene il rappresentante di Legambiente - fino alla giornata di sabato quei cartelli erano al loro posto, intatti. Non so cosa stia accadendo ma non mi piace affatto, anche se non è la prima volta che la nostra attività sul territorio risulta sgradita e la pubblicità, diciamo così, sulla stampa solleva ancora di più l’attenzione su siti particolari come quello della Strea. Basti pensare che una decina d’anni fa in quel posto volevano realizzare delle palafitte».

Nella Riserva regionale orientata terrestre “Palude del Conte e Duna Costiera”, sabato mattina era stato notato e fotografato il furgone di un’associazione sportiva, nonostante il divieto di accesso.

«Per i fatti di sabato - precisa Aquaro - l’indignazione è verso coloro, sportivi e non, che non rispettano le regole. Immutata rimane invece la stima verso tutti gli altri che dell’ambiente hanno cura. A questo punto è necessario ripristinare le sbarre che inibiscono gli accessi ai siti protetti e applicare la legge ragionale che li tutela».

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