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emergenza a lecce

Casa, è allarme sfratti
«Una bomba sociale»

La media è di sei ogni giorno. Rispetto al 2017 aumentati del 5,7%

sfratti

di FLAVIA SERRAVEZZA

Sono 6900 gli sfratti registrati in Puglia nel 2017, un terzo dei quali riguardano la provincia di Lecce. La situazione, in realtà, è assai nota: da anni si parla di emergenza abitativa nei comuni salentini, ma stavolta i numeri hanno raggiunto soglie inquietanti.

I dati del Ministero dell’Interno elaborati dal Sicet Cisl Puglia, il Sindacato inquilini casa e territorio, dicono infatti che nell’anno appena trascorso ci sono stati oltre 2200 sfratti a Lecce e provincia, il 5,7% in più rispetto al 2016 quando i provvedimenti esecutivi si attestavano a quota 2081. Significa che sono 119 in più, rispetto al 2016, le famiglie salentine destinatarie di un provvedimento di sfratto.

Si tratta di una prima proiezione dei dati, frutto di una elaborazione del sindacato, ma già emblematica di una situazione preoccupante che richiede attenzione. Alessandro Monosi, segretario provinciale del Sicet, parla di una “bomba sociale” pronta a esplodere: la fotografia fornita dal ministero rappresenta, infatti, un panorama di crescente disagio sociale, soprattutto se si considera che la gran parte di questi provvedimenti di sfratto è imputabile a morosità incolpevole: vuole dire che le famiglie che perdono la casa sono quelle che proprio non ce la fanno a pagare canoni e utenze.

«Questo nuovo incremento - rileva Monosi - è dovuto, nella maggior parte dei casi, ad una riduzione sostanziale del reddito familiare causata dalla perdita di occupazione e dalle tantissime vertenze occupazionali presenti nella nostra provincia. Basti pensare alle oltre 600 domande che sono state presentate per l’ultimo bando del Comune di Lecce per l’assegnazione di alloggi Erp: buona parte di quelle richieste sono arrivate proprio da persone destinatarie di un provvedimento di sfratto negli ultimi due anni». Dal Sicet parte quindi un appello a tutte le istituzioni del territorio e alle forze politiche impegnate nel rinnovo del Parlamento, affinché diano priorità al problema dell’edilizia pubblica. «Bisogna intervenire urgentemente - incalza Monosi – è necessario che il nuovo governo predisponga misure idonee a tale situazione ripristinando il Fondo sostegno affitti nazionale e quello di morosità incolpevole con ingenti somme, bisogna predisporre un piano di edilizia pubblica degno di questo nome. Ciò – conclude - per evitare che nei prossimi mesi una vera e propria bomba sociale si abbatta sulle fasce di famiglie a basso reddito».

Anche il Sunia Cgil, il Sindacato unitario inquilini ed assegnatari, conferma l’incremento del 5% degli sfratti in provincia di Lecce. «Il fenomeno, anche se non raggiunge il livello registrato in altri contesti, è preoccupante», dice la segretaria provinciale, Emanuela Capone. «Purtroppo - aggiunge - è la conferma di come perduri la crisi, con tutto il portato in termini di disoccupazione e disagio sociale». Sull’emergenza abitativa, il sindacato non percepisce la giusta sensibilità da parte delle istituzioni. «Abbiamo presentato più volte richieste di incontri al Comune di Lecce – ricorda Capone - alle quali purtroppo non è seguita alcuna convocazione e neppure una risposta. È necessario intervenire sulla morosità incolpevole e soprattutto sul contratto d’affitto concordato. Quest’ultimo strumento, istituito nel 1999, va assolutamente rinnovato e ridiscusso». Infine, fa sapere: «Con gli altri sindacati abbiamo raggiunto, alla fine di novembre, un sostanziale accordo su un documento capace di calmierare i prezzi, che però resterà solo una bozza senza il confronto con l’Amministrazione comunale. Cogliamo questa occasione per chiedere ancora una volta al Comune di Lecce un confronto sul tema e soprattutto maggiore attenzione all’emergenza abitativa».

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