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dopo decisione del Tar

Nardò, luci votive al cimitero
la gestione torna al Comune

Nardò, luci votive al cimitero la gestione torna al Comune

di Biagio Valerio

NARDO' - Torna nelle mani del Comune, dopo 26 anni, la gestione del servizio di illuminazione votiva degli impianti del cimitero. E il sindaco Pippi Mellone invita i cittadini a non pagare il canone alla ditta. Di fatto, avendo respinto la richiesta di sospensiva dei provvedimenti con cui il Comune aveva stabilito di revocare alla ditta Borgia il servizio di illuminazione votiva cimiteriale, ieri il Tar ha condiviso le tesi del legale dell’amministrazione comunale, Paolo Gaballo, e il lavoro dei periti di parte. In particolare, spiegano i giudici, il Comune avrebbe legittimamente utilizzato lo strumento della revoca sanzionatoria previsto dalla convenzione sottoscritta dalla ditta. Lo stesso Tar, alcune settimane fa, aveva nominato un perito di sua fiducia per accertare se gli inadempimenti contestati dal Comune esistevano o meno.

Che cosa può accadere adesso: il tribunale ha confermato l’efficacia della revoca, per cui rete elettrica e impianti tornano nella disponibilità dell’ente. L’Amministrazione comunale potrebbe, e sicuramente lo farà, incardinare una nuova ditta che gestisca l’illuminazione votiva per un tempo determinato oppure potrebbe internalizzare il servizio gestendolo con risorse proprie. Nessuna delle due soluzioni è peregrina visto che tutto può essere ancora messo in discussione: dallo stesso Tar nella prossima sentenza che entrerà nel merito della vicenda (al 17 gennaio 2018) o dal Consiglio di Stato se Borgia sarà intenzionato ad andare avanti.

Intanto, però, la gente entro il 31 ottobre dovrà pagare il canone di 24 euro a «lumino». Molti lo hanno già fatto per non ridursi all’ultimo istante e ora chiedono “lumi” proprio al sindaco. Che spiega di aver percorso «con determinazione la strada della revoca - commenta Mellone - considerate le numerose inadempienze della ditta Borgia che la verificazione disposta dal Tar ha confermato. Alla luce di questa decisione e dell’efficacia della determina di revoca del servizio finora affidato alla ditta, invito i cittadini a non pagare il canone di 24 euro, che non è più dovuto a Borgia, e di aspettare le imminenti risoluzioni del Comune su questa materia».

Giuseppe Cozza, presidente di Officina cittadina, va oltre: «È il momento giusto per liberalizzare un sistema bloccato da troppi anni e consentire ai cittadini di installare gli impianti di illuminazione alimentati ad energia solare che ora sono alla portata di tutte le tasche: con i soldi di un anno di canone si compra un kit e ognuno potrà far da sé». Proposta condivisa dal consigliere Pd Lorenzo Siciliano.

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