Martedì 22 Gennaio 2019 | 17:48

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Lecce

Falsi certificati medici
in tre finiscono nei guai

Permessi per assistere i parenti utilizzati per il doppio lavoro

Falsi certificati medici  in tre finiscono nei guai

di Francesco Oliva

LECCE - Falsi certificati medici per assistere i familiari, assentarsi dal posto di lavoro e, nel frattempo, lavorare da tutt’altra parte.

In tre rischiano il processo in una delle tante inchieste sulle presunte truffe compiute ai danni dell’Asl. Nei prossimi giorni davanti al gup Cinzia Vergine dovranno comparire: Alessandro Barbaro, 47 anni, di Galatina, in qualità di sottoufficiale dell’Aeronautica Militare in servizio come infermiere nell’infermeria del 61esimo stormo di Galatina; Addolorata Giannotte, 44, di Salice Salentino, infermiera presso l’Asl fino al 2013 e Salvatore Calora, 62, di Squinzano, dipendente dell’Asl.

Le indagini sono state condotte dai militari della Guardia di Finanza di Lecce sulla scorta di accertamenti meticolosi coordinati dal procuratore aggiunto Antonio De Donno. Ecco nello specifico le accuse. Tra il 2011 e il 2013, Barbaro avrebbe presentato certificazioni mediche per attestare inesistenti condizioni di malattia, in particolare tramite visite in uno studio dentistico. Tali accertamenti non avrebbero comunque condizionato la sua possibilità di lavoro né tanto meno istanze di permessi per assistenza ai propri familiari con la legge 104/1992. Barbaro si sarebbe così assentato dal posto di lavoro beneficiando comunque di periodi di assenza retribuiti. Secondo le indagini, il militare avrebbe prestato servizio presso un’associazione di volontariato dove veniva regolarmente retribuito.

C’è poi una seconda posizione. È quella di Addolorata Giannotte, infermiera presso l’Asl sino al dicembre del 2013. La donna avrebbe presentato ripetute istanze di permesso per ragioni di malattia del figlio ottenendo di l’autorizzazione ad assentarsi dal servizio. In tal modo avrebbe beneficiato di periodi di assenza pagata prestando comunque servizio in due differenti associazioni dove veniva regolarmente retribuita.

Al vaglio di un giudice finirà poi la posizione di Salvatore Calora in qualità di dipendente dell’Asl di Lecce. Anche in questo caso l’imputato avrebbe prodotto certificazioni mediche per attestare inesistenti condizioni di malattia tramite istanze di permessi per assistenza familiare con la ex legge 104/1992. Tra febbraio 2011 e dicembre 2102, Calora avrebbe comunque proseguito a beneficiare della retribuzione dal servizio lavorando nel contempo in due differenti associazioni di volontariato. L’Asl segue il caso con la massima attenzione così come tutte le altre vicende per presunte truffe. Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Covella e Giuseppe Bonsegna.

inchiesta su una presunta truffa ai danni della asl. rischiano il processo due infermieri e un dipendente

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