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la protesta degli inquilini

Taglio dell’acqua
è rivolta nel Salento

Delusi gli inquilini che resteranno coi rubinetti a secco

Taglio dell’acqua è rivolta nel Salento

di Fabio Casilli

LECCE - In mattinata, la promessa di prendere in esame la questione - di lì a poche ore - in Giunta regionale per provare a risolverla. In serata, ironia della sorte, la doccia gelata: «Non è possibile riportare l’acqua nei condomini delle Case popolari, in cui c’è stato il taglio del servizio per morosità».

C’è delusione, quindi, tra quanti - comitati di inquilini delle palazzine Arca Sud Salento (ex Iacp), amministratori di condomini e rappresentanti di sindacati e associazioni - ieri mattina si sono dati appuntamento sotto la sede leccese della Regione Puglia, in via Aldo Moro. Armati di cartelli, hanno sollecitato la riapertura dei rubinetti. «Sapete cosa significa non avere acqua per lavarsi, per bere, per cucinare? - hanno chiesto - Questi tagli penalizzano anche tanti di noi, che pagano regolarmente le bollette».

Ogni giorno si registrano muovi tagli e, stando ad una stima sempre più in aumento, ormai le famiglie coi rubinetti a secco potrebbero essere circa 400 in tutto il Salento.

Ad un certo punto, ieri mattina, l’assessore regionale alle Politiche abitative, Anna Maria Curcuruto, si è messa in contatto telefonicamente col rappresentante sindacale dell’Uniat-Uil, Salvatore Zermo, che era tra i partecipanti al sit-in a Lecce. «La soluzione del problema - ha spiegato l’assessore Curcuruto - con molteplici risvolti, che riguardano anche gli assessorati ai Lavori pubblici e Welfare, è quella di trasformare i contatori condominiali in contatori singoli per non privare del servizio anche gli inquilini non morosi. Inoltre, i Comuni potrebbero farsi carico della morosità dei nuclei familiari indigenti, già seguiti o da seguire dai servizi sociali, come avviene per la morosità incolpevole per la locazione. Comunque, sia le soluzioni tecniche che il contenzioso economico richiedono la collaborazione dell’Aqp, da coinvolgere per individuare le soluzioni più rapide, economiche, meno gravose per le famiglie effettivamente indigenti».

Qualcuno ha tirato un sospiro di sollievo, molti altri hanno detto di non credere nei «miracoli» finché non rivedranno sgorgare l’acqua. Quindi, c’è stato un aggiornamento in serata, dopo la riunione di Giunta regionale. Con un collegamento in videoconferenza dello stesso assessore Corcoruto, da Bari, e gli inquilini e i sindacalisti all’interno della sede leccese della Regione. Con delusione finale da parte di questi ultimi: «La Regione snobba Lecce e tutti i politici del territorio che in questi giorni si sono espressi sulla vicenda dei tagli dell’acqua - dicono in una nota - La videoconferenza con l’assessore Curcuruto è stata una vera farsa, messa in scena dal Governo regionale. Ha dichiarato la sua competenza esclusiva della parte strutturale e cioè sull’installazione, lì dove possibile, di contatori individuali (quindi Lecce esclusa, perché non sarà possibile realizzarli in quanto la pressione dell’acqua è insufficiente per arrivare ai piani superiori) al momento delle ristrutturazioni (con i ritmi attuali di Arca forse tra 30 anni potrebbero completarli) e altre somme dovranno essere reperite. Per quanto riguarda gli attuali distacchi ha espresso la sua incompetenza rigirando la responsabilità agli assessori Negro e Giannini. Nelle more dell’installazione dei contatori, da calcoli fatti ci vorranno tempi biblici, il suo Assessorato non può intimare ad Aqp di interrompere i tagli».

Secondo il consigliere regionale di Direzione Italia, Erio Congedo, è necessario che «si scovino i furbetti morosi, ma si dia immediatamente l’acqua a quei cittadini che ne hanno diritto. La situazione rischia davvero di sfuggire di mano e il pericolo che si trasformi in una vera e propria emergenza sociale è dietro l’angolo. Ho chiesto in mille modi di intervenire per risolvere in modo definitivo il problema, nonostante la consapevolezza che si tratta di una questione molto complessa non essendoci contatori personalizzati». Ma a sollecitare nuovamente la Regione è anche il deputato Pd Federico Massa: «È dovere della Regione Puglia, in quanto azionista di Acquedotto Pugliese, intervenire tempestivamente e avviare un tavolo di confronto in cui individuare le migliori soluzioni possibili per porre rimedio ai profondi disagi vissuti dalle famiglie residenti nei condomini morosi». Per Paolo Pagliaro, dell’Ufficio di Presidenza nazionale di Forza Italia, «è vergognoso che tante famiglie restino senza acqua. Famiglie, che pagano regolarmente, si sono ritrovate in situazioni inaccettabili a causa di qualche moroso. Tutto questo mentre Emiliano è occupato a pensare alla sua carriera politica e non a rispondere ai veri bisogni della regione che governa».

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