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al setaccio la discarica di ugento

Fusti e veleni tombati?
L'Arpa a caccia di Pcb

Avviati i prelievi di acqua dai pozzi-spia ai margini di Burgesi

Fusti e veleni tombati?  L'Arpa a caccia di Pcb

di Pierangelo Tempesta

UGENTO - L’Arpa a caccia di Pcb nell’acqua di località Burgesi. Ieri mattina i tecnici leccesi dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale hanno eseguito i primi prelievi dai pozzi spia posti a margine della discarica di Ugento. Tre i punti dai quali è stata captata l’acqua: i pozzi scelti per il primo dei sondaggi previsti sono quelli posizionati a ridosso della strada (interna all’impianto gestito dalla Monteco) che costeggia i rifiuti.

Il campionamento eseguito è quello «dinamico», così come disposto nell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) dello scorso maggio. Questa tipologia di campionamento prevede che l’acqua sia prelevata utilizzando le tubazioni e le pompe già installate nei pozzi: dopo una fase di spurgo della durata di cinque minuti, utile per rimuovere dalle tubazioni eventuali elementi che potrebbero interferire con le analisi (come, per esempio, tracce di ruggine), l’acqua viene raccolta in provette che vengono inviate ai laboratori. In questo caso, ad analizzare l’acqua saranno i laboratori di Lecce e di altre sedi Arpa del territorio regionale.

Il Comune - sul posto erano presenti il presidente e i componenti della commissione Ambiente Vincenzo Ozza, Pamela Maruccia e Mario Paiano, insieme all’ingegnere Antonello Antonicelli, tecnico di fiducia dell’ente - ha però intenzione di chiedere che, oltre a quello «dinamico», siano eseguiti anche altri tipi di campionamento. Quello «statico», per esempio, che si svolge raggiungendo la falda con un contenitore calato nel pozzo e che permette di prelevare anche le sostanze che, eventualmente, galleggiano sull’acqua perché più leggere. L’occasione utile per avanzare la proposta sarà la Conferenza dei servizi convocata in Regione il 20 febbraio per la revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale. È stato proprio il Comune, il 24 dicembre scorso e anche durante gli incontri successivi, a chiedere di modificare l’Aia in considerazione dei risultati delle analisi richieste dalla Procura al Cnr dopo le dichiarazioni dell’imprenditore di Taurisano Gianluigi Rosafio.

Nei prossimi giorni Arpa dovrebbe completare il ciclo di campionamenti previsto, così come ha spiegato nei giorni scorsi il responsabile della sede di Lecce dell’Agenzia, Roberto Bucci. È prevista l’analisi dell’acqua a monte e a valle della discarica secondo la direzione di falda.

«Siamo entrati nella fase operativa - afferma il sindaco di Ugento, Massimo Lecci - e ora attendiamo la riunione del 20 febbraio, nella quale, su nostra richiesta, si darà avvio alla modifica dell’Aia alla luce dei recenti avvenimenti». Il presidente della commissione consiliare Ambiente, Vincenzo Ozza, aggiunge: «Sabato si riunirà la Commissione per fare il punto della situazione, alla presenza del tecnico incaricato dal Comune di seguire tutte le fasi della vicenda. Saremo presenti in ogni sede per seguire da vicino ogni fase dei controlli e tutte le azioni che saranno disposte successivamente». Per il capogruppo dell’opposizione, Mario Paiano, «è importante che si proceda anche con i campionamenti statici. L’ho ribadito più volte ai tecnici dell’Arpa: spero che il monitoraggio sia rafforzato in tal senso. La novità di rilievo è rappresentata dal fatto che per la prima volta l’Arpa sta cercando il Pcb nell’acqua attorno alla discarica. È il segnale che si sta andando nella direzione che auspichiamo».

Intanto si attende che la Regione stili il piano delle azioni da intraprendere per accertare se nella discarica sono presenti i fusti contenenti Pcb di cui ha parlato l’imprenditore Rosafio. Bisognerà individuare la tecnologia più idonea allo scopo: una di queste, così come ha spiegato Bucci nei giorni scorsi, potrebbe essere l’uso di georadar e di apparecchiature di rilevamento in grado di rilevare le discontinuità.

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