Domenica 20 Gennaio 2019 | 03:23

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Intercettazioni scomode

Lecce, un politico al telefono
con gli esponenti dei clan

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Processo «Eclissi» a Lecce

di Francesco Oliva

LECCE - Mafia & politica. Nuove intercettazioni e un nuovo nome: quello di un altro politico. Sono contenuti nell’informativa che, ieri mattima, il pubblico ministero Guglielmo Cataldi ha depositato nel processo scaturito dall’operazione “Eclissi”. Non c’è nulla di penalmente rilevante, ma il dossier della Squadra Mobile irrobustisce, secondo gli inquirenti, il presunto interesse della malavita leccese nell’appoggiare alcuni candidati nella campagna elettorale di quattro anni fa.

Nell’informativa ci sono conversazioni che si potrebbero ritenere “compromettenti” tra il politico e due imputati: Sergio Marti e Mario Blago. Le conversazioni risalgono al febbraio del 2012, a pochi mesi dalla tornata elettorale per le amministrative. Nei dialoghi si parla di appuntamenti e incontri.

Non è la prima informativa in cui spuntano presunti intrecci tra esponenti della criminalità organizzata e politici cittadini. In un’altra annotazione si fa sempre riferimento alla campagna elettorale del 2012. Le conversazioni telefoniche svelano l’interesse della malavita nel sostenere un candidato in corsa per la carica di assessore. Si parla di un successo netto, “con 18mila persone andate a votare” che Blago definisce “un esercito”. L’interesse della criminalità per le elezioni del 2012 è stato confermato anche da Gioele Greco ascoltato, ieri mattinata, in videoconferenza dalla località segreta. Il 29enne leccese ha confermato quanto già dichiarato agli inquirenti ed ha riferito che l’affissione di tutti i manifesti elettorali nel 2012 veniva gestita dai gruppi malavitosi. Una decisione “imposta” dal presunto boss Maurizio Briganti durante la sua latitanza nel corso di un summit a Monteroni. Un controllo capillare da spartirsi, ha ribadito in aula il collaboratore, con i gruppi di Nisi e Pepe. Senza altri apparentamenti. Anzi per gli affiliati di altri gruppi che cercavano di intromettersi sarebbero scattate rappresaglie. Il processo è stato aggiornato al prossimo 13 febbraio: ci sarà il controesame del pentito da parte dei difensori degli imputati.

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