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L'avvocato De Pace morì nel sottopassaggio allagato nel 2009

Lecce, assolto il sindaco
per l’annegato nel sottovia

Confermata la condanna per la dirigente Claudia Branca

Lecce, assolto il sindaco  per l’annegato nel sottovia

LECCE - Sindaco ed ex comandante della municipale assolti; conferma della sentenza di condanna per la dirigente comunale Claudia Branca. Dopo una lunga camera di consiglio, la Corte d’Appello (presidente Vincenzo Scardia) ribalta il verdetto di primo grado per due dei tre imputati coinvolti nel processo per la morte dell’avvocato leccese Carlo Andrea De Pace deceduto nel sottopassaggio allagato di viale Leopardi il 21 giugno del 2009. Il sindaco Paolo Perrone è stato assolto per non aver commesso il fatto. Perché il fatto non sussiste, invece, è stato assolto l’ex comandante della polizia municipale Raffaele Urso. In primo grado erano stati condannati rispettivamente a dieci e a sei mesi. I giudici hanno confermato la condanna a 10 mesi (pena sospesa) per Claudia Branca, dirigente dell’Ufficio Tecnico. L’accusa era di omicidio colposo. La Corte ha così condiviso le richieste invocate dal sostituto procuratore generale Giampiero Nascimbeni che aveva puntato il dito sulle responsabilità di Claudia Branca accusata “di non aver attivato alcun intervento nonostante fosse stata informata”. Nel corso della sua lunga e articolata requisitoria, il sostituto procuratore generale ha ripercorso le tappe della tragedia sottolineando le falle, le leggerezze e le responsabilità. Secondo l’impostazione dell’Accusa, la situazione d’emergenza sarebbe stata sottovalutata e non sarebbero state adottate le dovute contromisure quali un cartello per il divieto di transito in quel sottopasso trasformato in un lago d’acqua.

La tragedia risale a sette anni fa. L’avvocato De Pace annegò nella sua Spider Duetto che rimase intrappolata nel sottopasso allegato. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Paola Guglielmi. Due consulenti hanno accertato che l’allagamento sarebbe stato causato da un cattivo funzionamento dell’impianto di smaltimento delle acque piovane. Il pm dispose il rinvio a giudizio dei tre indagati: Perrone e la Branca perché avrebbero cagionato “per imprudenza, negligenza e imperizia il decesso di De Pace”. Urso, invece, avrebbe tentato di ostacolare le indagini facendo pressioni su un suo sottoposto, mentre questi si trovava a testimoniare davanti ai carabinieri. Impianto accusatorio poi condiviso dal giudice di primo grado (che nel 2014 condannò tutti e tre gli imputati) ma parzialmente ribaltato in Appello.

Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto (per la dirigente), Luigi Piccinni (per l’ex comandante) e Andrea Sambati (per il sindaco).

F.Oli.

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