Martedì 22 Gennaio 2019 | 13:33

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la maglie-leuca

L'ira continua degli operai
bloccata ancora la 275

Il maxi-appalto I lavoratori di nuovo in strada. «Paghi chi ha compiuto le "macroscopiche illegittimità"»

L'ira continua degli operai bloccata ancora la 275

di Mauro Ciardo

LECCE - Le maestranze ex Palumbo tornano a bloccare la statale 275 con slogan contro Anas e Anac.

Si è svolto ieri mattina, come annunciato nelle ore precedenti dal Comitato autonomo «Lavoratori S.s. 275», il sit-in sulla Maglie-Leuca nei pressi di Scorrano, davanti al distributore di carburanti Samer petrol dove dal 18 agosto è stato allestito un presidio permanente.

Una protesta che segue altre simili svolte sullo stesso tratto e che ha come unico obiettivo quello di riportare l’attenzione sulla grave crisi occupazionale che ha investito 161 operai e le loro famiglie, mandati a casa per mancanza di commesse. Da parte sua il gruppo Palumbo, ancora in attesa di riprendere i lavori di completamento della Regionale 8 tra Lecce e San Foca, sostiene di essere il vincitore del bando di gara per il raddoppio e l’ammodernamento della statale 275 che ora Anas sta revocando, dopo aver annullato l’aggiudicazione alla Ccc-Igeco e aver escluso la stessa Palumbo che attraverso la Coedisal e in associazione temporanea di imprese con la Matarrese di Bari aveva vinto un ricorso al Consiglio di Stato il 3 luglio 2014.

Nelle scorse settimane gli operai e le loro famiglie sono scesi tante volte in strada occupando le carreggiate per manifestare con striscioni e sventolando bandiere tricolore. Nel corso del tempo alla protesta si sono uniti anche i volontari delle associazioni “Pro 275”, gli autotrasportatori e alcuni motociclisti. Un sit-in è stato registrato anche davanti alla Prefettura di Lecce ma cantonieri, gruisti, manovali e camionisti hanno anche tentato la via romana, marciando sulle strade della capitale fino alla Direzione generale Anas di via Monzambano.

Ieri mattina la protesta è andata avanti sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine e davanti alle auto che scorrevano i manifestanti hanno esposto striscioni contro il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone e contro il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, che - hanno sottolineato i manifestanti - ha proceduto alla revoca dell’appalto nonostante tre sentenze positive a favore del gruppo imprenditoriale a cui appartenevano prima del licenziamento.

«Noi vogliamo che sia posta fine a questa vergognosa messa in scena - ha dichiarato uno dei portavoce, Marcello Fasiello - a pagare non devono essere gli operai e le loro famiglie ma chi ha compiuto le “macroscopiche illegittimità” in sede di commissione di gara».

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