Martedì 17 Settembre 2019 | 00:15

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Agguato in pieno centro
a Copertino: grave 43enne

Roberto Giancane, di Monteroni, colpito da un proiettile al torace

Agguato in pieno centroa Copertino: grave 43enne

Copertino - Agguato in centro. I killer sparano puntando al cuore. Ma quando hanno premuto il grilletto per il colpo di grazia, l'arma si è inceppata. Ma nonostante il proiettile trapassi il torace, Roberto Giancane, 43 anni, di Monteroni, riesce ad alzarsi dalla sua carrozzina, sale a bordo della sua Smart e raggiunge il pronto soccorso del vicino ospedale di Copertino. «Mi hanno sparato» dice al vigilante e poi viene portato in sala operatoria.
Si spara ancora. A distanza di pochi giorni si torna a fare fuoco. Sono passati appena tre giorni dall’agguato a Casarano in cui è stato freddato Augustino Potenza. Troppo pochi per non ipotizzare un possibile legame. Una risposta? La questione è materia di indagine per investigatori e magistrati.
Roberto Giancane 43 anni di Monteroni, noto con il soprannome di “Nocciolina” per via di una bancarella di frutta e verdura che il padre gestisce a Monteroni, è grave. I killer lo hanno ferito in via Piave sull’uscio del suo negozio, il «Mercato dell’usato», gestito dalla compagna Katia Leo. Sul posto sono intervenuti i militari della Tenenza di Copertino e i colleghi della sezione Investigazioni scientifiche del Reparto operativo che hanno provveduto ad eseguire i rilievi dentro e fuori il negozio, alla ricerca di tracce utili per risalire all’arma impiegata e agli autori del tentato omicidio. Con gli investigatori sono giunti anche il sostituto procuratore Emilio Arnesano, il comandante provinciale dell’Arma, Giampaolo Zanchi, il maggiore Saverio Lombardi e il capitano della Compagnia di Gallipoli, Francesco Battaglia e il luogotenente Salvatore Giannuzzi.
Pochi, per ora, gli elementi in mano agli investigatori in quanto nella zona non vi sono telecamere di videosorveglianza. Solo un commerciante che si trovava all’interno della sua attività ha sentito una esplosione che l’avrebbe associata allo scoppio di un petardo, e un’auto sgommare.
Quando i killer sono entrati in azione Giancane era seduto sulla carrozzina. È la conseguenza di un altro agguato, avvenuto il 20 maggio del 2002, a Monteroni quando Giancane venne raggiunto da diversi proiettili in varie parti del corpo. È sopravvissuto ma ora è costretto a muoversi sulla sedia a rotelle.
I killer si sono materializzati intorno alle 19.45 a bordo di un’auto (una Fiat Bravo rubata nel 2015 a Lecce), poi ritrovata bruciata nelle campagne fra Leverano a Nardò. Per chi impugnava la pistola non è stato nemmeno necessario scendere dall’auto giacché il “bersaglio” era a breve distanza dalla porta d’ingresso.

L’uomo sarebbe salvo solo perchè la pistola si è inceppata quando il killer ha tentato di sparare il colpo di grazia. Il killer ha infatti sparato il primo colpo a meno di 20 cm di distanza e il proiettile ha perforato il torace uscendo dall’altra parte e sfiorando il cuore. Quando il killer ha tentato di sparare il secondo colpo, che avrebbe dovuto finire Giancane, la pistola, una tokarev cal.7,62 di fabbricazione russa, si é inceppata.

Benché ferito Giancane non sembra aver lasciato tracce di sangue sul pavimento. Ha quindi trovato la forza di alzarsi dalla carrozzina, fare pochi passi e raggiungere la Smart parcheggiata a ridosso del marciapiede. Mettere in moto e dirigersi da solo al Pronto soccorso del “S. Giuseppe da Copertino” dove i sanitari gli hanno riscontrato un foro di entrata e di uscita all’altezza del torace. In serata è stato portato in sala operatoria dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico.


La coincidenza temporale (e al momento solo quella) porta ad ipotizzare una relazione di causa-effetto con l’agguato di Casarano. Giancane - come spiega il procuratore Motta nell’intervista - è ritenuto vicino al clan Tornese. E vicino allo stesso gruppo di Monteroni era anche Luciano Polimeno che, adesso, si è trasferito a Casarano. Contro l’abitazione di Polimeno, tra il 5 e il 6 settembre, erano stati esplosi alcuni colpi di pistola. Tutto nel volgere di due mesi. Una coincidenza? Lo stanno verificando gli inquirenti.

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