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Ieri a Roma il corteo di 150 operai

Fumata nera sulla Statale 275
nessuna certezza sui tempi

Anas conferma: niente cantieri entro il 2016

Fumata nera sulla Statale 275  nessuna certezza sui tempi

di Mauro Ciardo

ROMA - Gli operai manifestano davanti alla sede Anas per far partire i lavori sulla statale 275, ottengono un colloquio ma l’esito lascia tutti con l’amaro in bocca.

Si è concluso con un’altra fumata nera l’incontro che si è svolto ieri mattina presso la Direzione generale Anas di via Monzambano, a cui hanno partecipato una delegazione di operai che da quasi due mesi manifestano ai margini della Maglie-Leuca, una rappresentanza parlamentare e i vertici dell’Azienda partecipata per le strade.

Le maestranze, ex dipendenti delle ditte del gruppo Palumbo Leadri, Cocemer, Palstrade e Ssp, licenziati ad agosto per mancanza di commesse, ritengono che l’impresa sia vincitrice insieme alla Matarrese del bando di gara per il raddoppio e l’ammodernamento dell’arteria in virtù di una sentenza del Consiglio di Stato del luglio 2014, dove furono rilevate “macroscopiche illegittimità” nella documentazione presentata da altre tre concorrenti.

Ieri mattina, dopo un viaggio a bordo di tre pullman partiti nella serata di martedì da Sternatia, hanno raggiunto la Capitale e in corteo si sono recati sotto la sede Anas.

Un serpentone composto da circa 150 operai con le loro famiglie, diversi esponenti politici e volontari delle associazioni “Pro 275”, con tante bandiere tricolori. Sotto lo sguardo delle pattuglie della Polizia di Stato hanno percorso le strade romane tra urla, fischi e sventolio di bandiere prima di srotolare un lunghissimo striscione con cui hanno invitato il presidente Anas Gianni Vittorio Armani a cedere il passo a un commissario che possa portare a compimento rapidamente l’iter della gara e cantierizzare l’opera. Una strada che con quasi 40 chilometri dovrebbe attraversare 15 territori comunali del Sud Salento per collegare Maglie, connessa con Lecce dalla statale 16, all’estrema punta del “Finibus terrae”.

Dopo una serie di trattive una delegazione dei manifestanti è stata ammessa ai piani alti della Direzione per un incontro con i vertici dell’Azienda per le strade.

Al tavolo hanno partecipato i senatori Francesco Bruni (Conservatori e riformisti) e Dario Stefano (Misto, Movimento la Puglia in più), l’onorevole Roberto Marti (Cor), il consigliere provinciale Renato Stabile che ha sostenuto personalmente le spese per il trasporto dei manifestanti con gli autobus, il presidente dell’associazione “4 corsie per lo sviluppo e la vita” Biagio Ciardo e una rappresentanza di cinque operai tra cui i portavoce Marcello Fasiello, Massimo Massacesi e Francesco Pedone. Dall’altro lato erano seduti a rappresentare Anas il direttore risorse umane e organizzazione, Alessandro Rusciano, la direttrice del settore appalti e acquisti Adriana Palmisano (la stessa che aveva firmato l’invito alle aziende in gara a presentare osservazioni in vista dell’annullamento dell’aggiudicazione alla Ccc), e il direttore del settore progettazione e realizzazione lavori, Stefano Liani.

Anas ha ribadito gli stessi concetti che aveva espresso nelle scorse settimane sia davanti alla delegazione parlamentare salentina che alla presenza delle organizzazioni sindacali di categoria, confermando l’intenzione di realizzare l’opera (il cantiere comunque non potrebbe essere aperto entro l’anno) ma senza dare alcuna certezza sui tempi inerenti la gara, riservandosi di scegliere se affidarla a un’impresa oppure annullare l’intero procedimento.

Al termine del colloquio la delegazione è ritornata in strada e ha riferito l’esito ai manifestanti che hanno espresso tutto il loro rammarico per la mancata certezza sui tempi, facendo ritorno a casa in un clima non proprio sereno ma carico di tensione a causa della grave crisi occupazionale che li ha investiti e che a questo punto è destinata a protrarsi per tutto l’inverno. Gli operai hanno comunque annunciato il mantenimento del presidio all’altezza di Scorrano.

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