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ad Acquarica del Capo

Xylella, al via nel Salento
campo sperimentale di ricerca
con sedici varietà di ulivo

ulivi colpiti da xylella

ACQUARICA DEL CAPO (LECCE) - Nasce ad Acquarica del Capo un campo sperimentale con 16 varietà di ulivo per la ricerca contro la Xylella. Il campo è autorizzato dalla Regione Puglia, realizzato da Coldiretti Lecce (con gli istituti universitari e i centri di ricerca pugliesi ed il Consorzio Agrario di Lecce).

Questa mattina di buon mattino - è detto in una nota di Coldiretti - sono state messe a dimora circa 200 piante di giovani ulivi di 16 varietà diverse ad Acquarica del Capo, in contrata Rancate, presso l’azienda agricola dei coniugi Francesca Martella e Francesco Gianfreda, all’interno di un appezzamento di terreno di 2 ettari in cui sono presenti già piante secolari di ulivo di varietà ogliarola infette da Xylella fastidiosa. E’ stata anche l’occasione per «consegnare" ufficialmente le prime 54 delibere dei Comuni salentini con cui si chiede all’Ue lo stop immediato al divieto di impianto degli ulivi e delle specie ospiti di xylella (circa 25 tipologie vegetali, sulle quali grava il divieto dell’Unione europea).

Tra le varietà di ulivo messe a dimora: Leccino, Ottobratico, Nocellare del Belice (auto radicato e innestato), Cassanese (auto radicato e innestato), Giarraffa, Biancolilla, Ogliarola, Cipressino, Carolea, Frantoio (innestato e auto radicato), Itrana e Roggianella. Gli alberi saranno sottoposti a continui monitoraggi sul campo e in laboratorio per testare la risposta al batterio da quarantena.

«Abbiamo spiegato che tutto procede regolarmente e che la Xylella non è più un’emergenza». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando con i giornalisti la riunione sulla Xylella tenutasi ieri a Palazzo Chigi.

«Abbiamo spiegato che i monitoraggi sono in corso, che da quando a febbraio è finito il commissariamento del governo c'è stato il sequestro degli ulivi da parte della Procura e che abbiamo già fatto le prime ordinanze di abbattimento degli alberi infetti. La Xylella non è più - secondo Emiliano - un’emergenza essendo ormai endemica, un qualcosa che rimarrà negli anni non solo in Puglia, ma anche nel resto d’Italia perché sarà difficile fermarla». «Questo - ha aggiunto - è un aspetto che va ficcato nella testa dell’Unione europea e del nostro Paese. Una situazione che va gestita come una fitopatia grave, che non può essere contenuta». «Dovremmo in teoria - ha detto ancora - disinfettare automobili, mezzi agricoli , tutta roba che rende impossibile una vera strategia di contenimento definitivo».

«Dare vita ad un’agenzia che fa permanentemente la lotta alla Xylella (come da proposta avanzata con il ddl recentemente licenziato dalla Giunta pugliese per l’istituzione dell’Agenzia Arxia, finalizzata al supporto strategico delle attività del Dipartimento Agricoltura ed alla gestione operativa della batteriosi, ndr) significa - secondo Emiliano - consentire alla Regione Puglia di non fare la guerra con tre persone dell’osservatorio fitosanitario, ma di farla con organizzazione di mezzi e strategia più complessiva». «Abbiamo parlato di questo, il governo ha condiviso la nostra strategia. Certo l'Unione europea quando parla di ulivi è come se parlasse di kiwi o banane: loro non riescono a capire il significato simbolico di quest’albero». «Ci siamo rassegnati - ha concluso Emiliano - al fatto che raramente l’Ue riesce a capire le identità nazionali e le questioni locali. E’ il suo limite».

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