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Taurisano, entra in casa della sorella e appicca il fuoco 

di PIERANGELO TEMPESTA 
Taurisano, entra in casa della sorella e appicca il fuoco 
di PIERANGELO TEMPESTA 

TAURISANO (Lecce) - Entra in casa della sorella insieme a un complice e appicca le fiamme. Francesco Preite e Sergio Caputo, di 45 e 50 anni, il primo di Taurisano, il secondo di Matino, ieri notte sono stati arrestati dalla polizia e dai carabinieri a Taurisano, in provincia di Lecce.

Tutto è accaduto intorno a mezzanotte. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due si sarebbero intrufolati nell'abitazione, situata in via Vittorio Emanuele III, in pieno centro storico, e avrebbero cosparso gli ambienti di benzina, per poi appiccare le fiamme.

Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Tricase, che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza l'abitazione senza comunque poter fare nulla per salvare l'interno dell'appartamento dalla furia delle fiamme. Intervenuta anche un'ambulanza del 118. Il luogo dell'incendio, inoltre, è stato raggiunto dai poliziotti del commissariato cittadino, diretti dal vicequestore Salvatore Federico e dal sostituto commissario Rosanna Buffo, e dai carabinieri della stazione del paese e della Compagnia di Casarano, diretti rispettivamente dal maresciallo Vito Cantoro e dal tenente Clemente Errico.

Quando sono state appiccate le fiamme, la padrona di casa - sorella di Preite - era all'interno dell'abitazione. Mentre erano in corso le operazioni di spegnimento è arrivato il marito, che incurante del pericolo ha tentato di entrare per trarre in salvo la moglie. I poliziotti sono riusciti a fermarlo appena in tempo: le fiamme avevano già iniziato ad attecchire sui suoi vestiti. Fortunatamente la donna era già riuscita a scappare qualche minuto prima, salendo sulla terrazza e uscendo in strada dalla casa disabitata di una vicina.

Agli investigatori la malcapitata ha raccontato che dieci minuti prima dell'incendio aveva udito due voci maschili, quelle del fratello Francesco Preite e del suo amico Sergio Caputo. Preite avrebbe chiesto a Caputo di gettare benzina all'interno dell'abitazione. Qualche istante dopo i due sarebbero riusciti a entrare in casa forzando la porta e ad appiccare le fiamme alla porta di ingresso, al tavolo della cucina e al divano, mentre la donna, in preda al terrore, si era rifugiata in bagno.

I due attentatori sono stati arrestati pochi minuti dopo dai carabinieri. Portati in caserma, hanno anche opposto resistenza: Caputo avrebbe sferrato un pugno sul cofano dell'auto dell'Arma.

Dopo aver messo in sicurezza l'abitazione e le persone residenti, i poliziotti hanno iniziato a indagare per ricostruire l'intera vicenda. Il cognato di Francesco Preite ha raccontato che ieri mattina il 45enne si era presentato a casa sua con un panno imbevuto di benzina e aveva dato fuoco a una tenda. L'incendio, però, era stato subito spento. La sera di martedì, inoltre, Preite aveva raggiunto la casa della sorella, aveva danneggiato la porta con un calcio e aveva minacciato di dare fuoco all'abitazione. Con lui c'era anche Caputo, che si era scagliato con un'ascia o un martello contro la porta.

I due si sarebbero resi responsabili anche di minacce nei confronti del legale dei proprietari dell'abitazione, l'avvocato Sonia Santoro, che ha denunciato gli episodi alla polizia di Taurisano. Secondo il racconto della professionista, Preite e Caputo si sono presentati nel suo studio ieri pomeriggio e le hanno intimato di farsi da tramite con i suoi assistiti per poter rientrare in possesso di alcuni oggetti che, secondo le loro parole, erano stati sottratti dalla loro abitazione. I due sarebbero arrivati anche a minacciare di morte l'avvocato, dicendole che ci sarebbe stato un funerale se non fossero rientrati in possesso delle loro cose.

Proprio per questi episodi precedenti all'attentato incendiario, i carabinieri di Taurisano, d'intesa con il sostituto procuratore Massimiliano Carducci, nella giornata di ieri si erano già messi alla ricerca dei due soggetti, senza però alcun esito.

Preite e Caputo sono accusati di incendio doloso, tentato omicidio e atti persecutori.

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