Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 09:16

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«La Cascina resta in gara» Il Consiglio di Stato boccia Asl Lecce sul mega appalto

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NICOLA PEPE
ROMA - Il Consiglio di Stata riammette ancora una volta la Cascina in un appalto. Dopo il provvedimento che ha riabilitato la Coop di ristorazione finita nella bufera di Mafia Capitale per un appalto a Cosenza, in Calabria, Palazzo Spada ha sospeso ieri il provvedimento dell’Asl di Lecce che escludeva la coop romana – ora governata dai commissari giudiziari – da una gara cui avevano partecipato altre sette imprese. Si tratta, ricordiamo, della procedura di appalto che non vedeva la luce dagli anni Novanta e per la quale il direttore generale, Giovanni Gorgoni – ora ai vertici della sanità pugliese – si era prodigato per bandirla (valore base d’asta oltre 39 milioni di euro per servizio quinquennale).

Dopo gli arresti nell’ambito del troncone di inchiesta romano che aveva fatto finire in manette i vertici della coop romana per il presunto scandalo dell’appalto dei centri immigrati, il prefetto di Roma – sfruttando una norma del Codice antimafia – aveva emesso una interdittiva antimafia (poi revocata), la cui conseguenza era stata una cancellazione da diverse commesse fino a quel momento affidate alla coop. Successivamente era stato lo stesso tribunale di Roma il 16 settembre, a confermare l'idoneità dell'azienda a proseguire la propria attività anche per quelle commesse affidate prima dei provvedimenti del prefetto Gabrielli.

Tuttavia alcune amministrazioni avevano ritenuto di dare corso alla revoca. Nel tritacarne era finita anche la gara dell’Asl di Lecce, da cui la Cascina era stata esclusa pur essendo la procedura ancora ferma alla valutazione delle offerte e nonostante la tesi dei difensori sul cambiamento della vita aziendale. Provvedimento confermato dal Tar leccese e ora ribaltato dalla III sezione del Consiglio di stato (la Cascina è difesa dal prof. Ernesto Sticchi Damiani, Gennaro Notarnicola e Michele Perrone) la cui decisione si fonda su due aspetti: primo, essendo la gara nella fase di valutazione delle offerte, non c’è alcun pregiudizio (rischio) quindi l'azienda può essere ammessa con riserva; secondo, Palazzo Spada ha fatto riferimento a una sua pronuncia di un mese fa che ha confermato una decisione del Tar Calabria a favore dell’impresa riconoscendo il diritto a conservare le commesse. In pratica, hanno ritenuto prioritario la prosecuzione dell’attività aziendale e salvaguardare così sia lo stato di salute della società oltre garantire il posto di lavoro di migliaia di dipendenti.

Due settimane fa, l’Asl di Brindisi, che aveva revocato per le stesser ragioni un appalto per la gestione di una Rsa a Solidarietà e lavoro, che fa parte della galassia Cascina, aveva poi fatto marcia indietro annullando in autotutela il provvedimento.

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