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Ruba una cagnetta e la sevizia: denunciato anziano già condannato

di GIOVANNI GRECO
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di GIOVANNI GRECO

COPERTINO - Denutrita, disidratata, con il corpo ricoperto da escoriazioni e legata con una corda al collo. Così è stata ritrovata dai volontari dell’Enpa una cagnetta rapita ad una coppia di cittadini di Copertino. Denunciato il presunto rapitore. Ad allertare i volontari della sezione cittadina dell’Ente nazionale protezione animali, sono stati gli stessi proprietari ai quali hanno raccontato che nei giorni scorsi avevano notato aggirarsi nei pressi della loro dimora di campagna, un pensionato dapprima in sella ad una bicicletta e poi a bordo di una Fiat Panda di colore verde scuro.

Stando a questi particolari e alla fisionomia dell’uomo descritta dalla coppia, i volontari sono risaliti subito ad un pensionato tristemente noto per aver seviziato in passato tre cani e per cui ha già subito una condanna. Mossi dai primi sospetti i volontari, guidati dalla responsabile del canile consortile Lucia Colapietro, si sono subito diretti verso le campagne del pensionato.
Raggiunto il podere alla periferia di Copertino i volontari si sono diretti sul luogo sospetto ed hanno cominciato a chiamare la cagnetta col suo nome: “Nina”. Sicché, dagli anfratti di un muretto a secco ricoperto di frasche, si sono levati i lamenti di una cagnetta che con le forze residue tentava a fatica di farsi strada verso l’esterno.

Con l’aiuto dei volontari la piccola cagna ha riacquistato fiducia ed è venuta alla luce. Pochi minuti dopo sul posto giungevano una pattuglia di vigili urbani e i proprietari del meticcio che prendevano in consegna l’animale e lo sottoponevano alle cure del veterinario di fiducia il quale riscontrava uno stato di denutrizione ed escoriazioni di origine traumatica. Per fortuna non presentava segni di sevizie.

Una sorte migliore di quella riservata in passato ad altre tre cagnette che proprio in quello stesso posto era state tenute segregate e seviziate dallo stesso pensionato e per cui nel gennaio 2013 è stato condannato ad un anno di carcere, pena sospesa.
Il primo episodio risale al 22 gennaio del 2010. Quella mattina l’uomo si presentò al canile consortile chiedendo e ottenendo di adottare una cagnetta. Intorno alle 13 la responsabile del canile, allo scopo di verificare le buone intenzioni del pensionato si recò a visitare l’animale. Ma una scena orribile si aprì davanti ai suoi occhi: la cagnetta, legata ad un muretto, era stata violentata con il manico di un rastrello. Il 5 giugno un meticcio fu rinvenuto tra gli anfratti di un muro a secco, legato e avvolto in una rete. Il 13 giugno, nel solito podere, Colapietro scoprì un’altra atrocità poi documentata da un’emittente televisiva: segregato tra le pietre di un muretto a secco agonizzava un altro cane.

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