Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 04:44

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Lecce, morte bimba 4 anni curata con omeopatia gip «incrimina» i genitori

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LECCE – Imputazione coatta di omicidio colposo: così ha deciso il gip di Lecce Alcide Maritati, respingendo la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero Alberto Santacatterina, per i genitori del piccolo Luca Montestellato, morto a 4 anni, il 20 ottobre del 2011, a causa – si ipotizza – di cure omeopatiche inadeguate per fronteggiare una fastidiosa influenza.

Il piccolo, secondo quanto raccontarono i medici dell’ospedale di Tricase, 'Cardinal Panicò, era giunto nel nosocomio già morto e aveva ecchimosi alle gambe, era smagrito e debole a causa di un’influenza con complicazioni gastrointestinali che durava da giorni e che il papà, un medico omeopatico, aveva curato con questo tipo di medicina. I genitori del piccolo, Marcello Monsellato e Giovanna Pantaleo, al magistrato raccontarono invece che il loro figlio era giunto vivo in ospedale e che i medici per circa un’ora gli avevano praticato senza successo manovre rianimatorie.

Per questa ragione all’epoca vennero iscritti nel registro degli indagati, oltre ai genitori del bambino, anche tre medici dell’ospedale per i quali – dopo la consulenza di medici legali che sgombrarono il campo sulla responsabilità dei primi soccorritori, stabilendo che il bambino arrivò in ospedale già morto – fu poi accolta la richiesta di archiviazione. Di lì a qualche giorno il magistrato depositò analoga istanza per i genitori del bambino, dopo aver valutato le due consulenze dei medici legali: la prima si pronunciò sulle cause del decesso e sullo stato di salute complessivo del bambino, la seconda su quando si manifestò quella polmonite interstiziale ed alveolare che determinò poi la morte. Il magistrato titolare del fascicolo giunse alla conclusione che non si poteva dimostrare un nesso causale fra il comportamento tenuto dai genitori ed il decesso. Questa interpretazione, però, non è stata condivisa dal gip Alcide maritati il quale ha disposto l’imputazione coatta di omicidio colposo, affermando che dovrà essere il processo a chiarire ogni dubbio.

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