Martedì 19 Febbraio 2019 | 03:12

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SANTA MARIA DI LEUCA - «Stop all’appalto della 275». A chiederlo è il consigliere regionale del Partito democratico Sergio Blasi, che interviene dopo la pubblicazione da parte della «Gazzetta» delle intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta sull’Anas.«La vergogna delle vergogne deve essere fermata - spiega Blasi, parafrasando una frase pronunciata da Antonella Accroglianò, dirigente dell’Anas finita in manette, durante una conversazione sui lavori per il raddoppio della statale.

«In attesa che la giustizia amministrativa e quella penale facciano il loro corso - continua - la politica non può recitare il ruolo di spettatore. Penso che le istituzioni, dal Governo, alla Regione ai comuni interessati ad un ammodernamento della viabilità del Sud Salento, e non ad uno scempio che presenta fin dalla progettazione macroscopiche illegittimità, debbano impegnarsi a bloccare quell’appalto ed a ripensare con un nuovo progetto la viabilità in quella zona della Puglia».

La vicenda della 275 è stata al centro di un lungo contenzioso fra le imprese concorrenti davanti ai giudici amministrativi, ed è oggetto di un’inchiesta per quanto riguarda le discariche abusive lungo il tracciato.

«Anche se alla fine i lavori dovessero essere definitivamente assegnati tra un mese in seguito ad una nuova sentenza del Consiglio di Stato - prosegue Blasi - bisogna prendere in mano la situazione e dialogare con l’eventuale azienda vincitrice per rinegoziare tutto: dal tracciato all’importo dei lavori, alle finalità di un’infrastruttura pensata per servire l’industria e che oggi deve servire soprattutto il turismo, in armonia con l’auspicato ammodernamento della rete ferroviaria delle Sud Est».

L’ex sindaco di Melpignano, poi, auspica che il Consiglio di Stato giudichi legittimo il provvedimento con cui l’Anas aveva risolto il contratto per la costruzione della statale. «La 275 è un errore che non va ripetuto - scrive - come ha detto il nuovo presidente di Anas Armani poche settimane fa. Io dico che è un errore che non va commesso».

Sulla questione, il politico usa toni particolarmente accesi: «I troppi tifosi di questa “vergogna delle vergone” devono prendere atto del marcio che sta venendo allo scoperto, insieme alle tonnellate di rifiuti industriali che quella strada avrebbe finito per tombare a scapito della salute dei cittadini, e assumere un atteggiamento responsabile nei confronti dell’interesse pubblico e non di quello del partito del cemento e delle discariche illegali».

La sua proposta, quindi, è quella di aspettare che venga realizzato un progetto mirato a soddisfare le esigenze di tutti.

«Sono vent’anni che questa storia si trascina sprofondando ogni anno di più nella vergogna - conclude - pur di non sfregiare il Capo di Leuca e non darla vinta ad una visione dello sviluppo di quell’area superata dalla storia e dai fatti, possiamo attendere ancora qualche anno per realizzare un progetto di messa in sicurezza che sia rispettoso dell’ambiente e delle persone che abitano in quelle terre, troppo spesso utilizzate come carne da propaganda da quei poteri che, a quanto emerge dalle indagini, rappresentano la parte marcia di questo Paese».

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