Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 12:15

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«Sono gay, non mi danno lavoro» Cerca di darsi fuoco a Nardò

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NARDO' - Non trova più lavoro perché ha un compagno ed è gay. Così tenta di darsi fuoco in Comune. Un uomo di 39 anni, disoccupato e con seri problemi personali dovuti ad una sorta di discriminazione sociale e lavorativa perché omosessuale, si reca in Municipio e si dà fuoco nell’anticamera della segreteria del sindaco.E’ successo a Palazzo Personè: un operaio si è presentato, intorno alle 9 del mattino, ed ha chiesto insistentemente di incontrare il primo cittadino. Il sindaco Marcello Risi, però, aveva l’agenda piena di appuntamenti presi con mesi di anticipo. Non potendo aggiungerne altri, ma comprendendo lo stato di disagio dell’uomo, ha fissato un incontro intorno a mezzogiorno. Il 39enne, però, è tornato molto più esasperato di prima, anche attrezzato con un notevole quantitativo di benzina, con il quale ha cominciato a cospargere il corridoio di ingresso alle stanze del sindaco e della giunta. Inoltre si è versato il liquido infiammabile sull’avambraccio e si è dato fuoco.

Evidentemente si è trattato solo di un gesto dimostrativo ma tale da spaventare tutti i presenti che si sono gettati su di lui per spegnere le fiamme. Senza contare la paura per un incendio nelle stanze del Comune. Il maresciallo dei vigili urbani che presidia le stanze del Municipio si è premurato di togliergli la tanica dalle mani e di farla allontanare.

L’operaio è stato immediatamente fatto accomodare in sala giunta. Lì è stato raggiunto dal sindaco Risi, il quale ha parlato a lungo con l’operaio. Questi ha rivelato di vivere un periodo di grande discriminazione sociale a causa di una sua particolare condizione e che, pur avendo avuto una buona carriera lavorativa come operaio specializzato anche per ditte di Nardò, ora non riesce più a trovare lavoro. Ha più volte ripetuto di non essersi nemmeno reso conto di come è arrivato a questo gesto che avrebbe potuto mettere a repentaglio la sicurezza e anche la vita di se stesso e di altre persone. Ha chiesto scusa a tutti ed è stato rassicurato dagli amministratori presenti che avrebbero preso a cura il suo caso.

A quel punto, l’uomo si è allontanato, ormai rasserenato, senza necessità di ulteriori interventi nè provvedimenti.

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