Lunedì 21 Gennaio 2019 | 03:01

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Leuca, giù solaio di ex scuola muore tra macerie 58enne Cgil: no appalti ribasso 

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LEUCA (LECCE) -  Probabilmente è morto sul colpo, improvvisamente sepolto, intorno alle 9,30, dai detriti provocati dal crollo della parte superiore della palazzina dove stava lavorando. I colleghi di lavoro hanno scavato invano con le mani per cercare di tirarlo fuori. Ma per Francesco Panzarino, 58 anni, di Bitonto (Bari), operaio edile, non c'era più nulla da fare. Il crollo è avvenuto in via Leonardo da Vinci, a Santa Maria di Leuca. Nella palazzina – di proprietà del Comune – erano in corso lavori di ristrutturazione: erano cominciati il 3 agosto scorso e sarebbero terminati nel mese di novembre. Il Comune aveva intenzione di creare nella struttura – che prima ospitava una ex scuola elementare – il museo del mare.

Altri due operai, salvi per miracolo, sotto choc, hanno scavato con le mani, chiamando per nome il collega senza mai però avere una risposta. E poi hanno indicato ai vigili del fuoco il luogo esatto dove si trovava il 58enne prima di essere travoto dalle macerie ma poco dopo si è avuta la conferma dei sospetti: Francesco Panzarino era morto e il suo corpo è stato estratto dai cumuli di detriti e trasportato all’obitorio. L'uomo era il cognato del titolare dell’azienda, l’Arc costruzioni di Palombaio-Bitonto, che aveva avuto in appalto i lavori dell’edificio che è stato posto sotto sequestro.

"Lavoravano per tutta la settimana – raccontano alcuni abitanti della zona – e poi nel fine settimana tornavano a casa, a Bitonto, dalle loro famiglie".
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i soccorritori del 118. Presente anche il sindaco di Castrignano del Capo (Comune in cui si trova il territorio di Santa Maria di Leuca), Anna Maria Rosafio.

SOTTOSEGRETARIO BELLANOVA: ASPETTO RELAZIONE SU SICUREZZA - “Il mio cordoglio e la mia vicinanza più vera ai familiari di Francesco Panzarino, che a soli 58 anni ha perso oggi la vita, mentre stava lavorando”. Lo dichiara la Sottosegretaria con delega alla Salute e Sicurezza sul lavoro, Teresa Bellanova. “Aspetterò di conoscere dalle autorità competenti le dinamiche e le motivazioni tecniche che hanno condotto a questo dramma perché sia verificato l’effettivo rispetto delle norme di sicurezza da parte della società edile incaricata dei lavori di quella palazzina. E’ difficile non cedere alla rabbia in questi casi. Certo è che la linea di questo governo è tolleranza zero verso chi non rispetta le norme a tutela della vita di chi lavora. Non è retorica ma semplice realtà ribadire che si lavora per vivere, non per morire”.

CGIL: OCCHIO AD APPALTI MASSIMO RIBASSO - Per il segretario generale della Cgil Lecce Salvatore Arnesano. “In questi momenti drammatici c’è poco spazio per le lunghe  valutazioni: ciò che non vorremmo più commentare, infatti, sono proprio tragedie come questa, tragedie che probabilmente potrebbero essere evitate. Quando muore un lavoratore è per noi, tuttavia, obbligatorio continuare a chiedere che sia rafforzata la rete di sicurezza sul lavoro".
La segreteria della Fillea-Cigl, Lecce, invece, ribadisce "come sui cantieri edili pubblici, a causa di una perdurante crisi economica, rischia di prevalere la logica del massimo ribasso e dei lavori fatti in economia: logica che spesso si basa sulla mancata applicazione dei contratti nazionali di categoria e delle norme di sicurezza. La Fillea Cgil Lecce è impegnata a diffondere la cultura della sicurezza sui cantieri, grazie anche al  prezioso lavoro dei Rappresentanti dei Lavoratori Territoriali e degli Enti Bilaterali edili, ma spesso le ragioni di tragedie quella di oggi sono da ricercare in altri fenomeni che andrebbero maggiormente monitorati, come le fasi di aggiudicazione degli appalti".

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