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LINDA CAPPELLO
GALATINA (LECCE) - Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin invierà gli ispettori all'ospedale «Santa Caterina Novella» di Galatina per accertare se sia vera la circostanza che alcuni interventi chirurgici sarebbero eseguiti con la luce dello smartphone poiché la lampada della sala operatoria è rotta da anni.La notizia degli interventi a «lume di telefonino», che nelle scorse ore ha suscitato notevole clamore, è stata subito smentita dal direttore generale della Asl di Lecce Giovanni Gorgoni: «È una notizia priva di fondamento, è impossibile che accada una cosa del genere – spiega – ad ogni modo ho già dato disposizioni di avviare un'inchiesta interna per fare chiarezza nell'interesse dei cittadini». Del resto la vicenda ha scatenato l’ira del presidente della Regione, Michele Emiliano, che ha chiesto a Gorgoni immediati accertamenti sul caso. Al momento, l'unico aspetto accertato è che in una delle tre sale operatorie del nosocomio la «scialitica» fissa, una lampada che viene utilizzata durante gli interventi per evitare che si creino zone d'ombra, è rotta da ben quattro anni. Il Corriere della sera ha pubblicato la notizia secondo cui i chirurghi sarebbero ricorsi all'uso della luce del cellulare durante gli interventi. L’articolo era corredato anche da una foto in cui si vede un medico di spalle impegnato in un'operazione e al suo fianco qualcuno che impugna alto un telefono cellulare.

Già nella mattinata di ieri, il direttore generale si è recato personalmente a Galatina per effettuare alcune verifiche e rendersi conto della situazione.
«Sono stato in sala operatoria – sottolinea Gorgoni – ho parlato con il capo anestesista e con il direttore sanitario, che mi hanno assicurato che non si è mai verificato un episodio simile. È stato poi avviato un confronto diretto con il personale di sala, e gli interpellati hanno escluso la prassi bizzarra e pericolosa del telefonino utilizzato anche come fonte di luce. È impensabile che un medico possa operare in tali condizioni, nessuno lo farebbe mai».

Il dg della Asl tiene a precisare che per quanto riguarda gli interventi in quella sala, tutto è nella norma. «C'è una scialitica mobile - precisa - in base all'ultimo rapporto di ingegneria clinica, ovvero controllo periodico che risale a maggio scorso, emerge che in tutte e tre le sale operatorie ci sia un'illuminazione adeguata. Forse non tutti sanno che la scialitica mobile è certificata per 160.000 lux, il range dell’illuminazione del campo operatorio va da un minimo di 10.000 ad un massimo di 100.000 lux. In ogni caso, ho recentemente firmato l’ordine per una nuova lampada fissa».

Gorgoni si interroga comunque su come sia stato possibile che qualcuno sia entrato in sala operatoria con il cellulare. «È assolutamente vietato - fa sapere - qualunque operatore sanitario, sia medico o infermiere, che ravvisi la mancanza di condizioni di sicurezza per il paziente non deve far iniziare l’intervento. Sotto questo aspetto ho già chiesto alla direzione sanitaria del presidio che venga avviata un’inchiesta. Riguardo alla fotografia, poi, ritengo che si tratti di una provocazione. Sarebbe da scellerati e da incoscienti operare con una luce simile».

Gli fa eco il responsabile del comitato «Tutela per l’ospedale di Galatina» Piero Masciullo :«Non c’è nulla di vero in questa notizia - commenta - chi l’ha diffusa lo ha fatto solo con l’intento di gettare discredito sull’ospedale».

Interpellato in merito, il procuratore di Lecce Cataldo Motta fa sapere che al momento «anche se la notizia fosse vera non si potrebbero configurare ipotesi di reato. Ritengo che se all’esito dell’inchiesta interna il direttore generale dovesse ravvisare anomalie sicuramente ce le rappresenterà».

Intanto, arrivano le prime reazioni dal mondo politico. «Quello che sta accadendo all’ospedale di Galatina è inaccettabile - ha dichiarato il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia Andrea Caroppo - presenterò un’interrogazione consiliare per chiedere immediate verifiche all’assessore alla sanità ed il ripristino di condizioni idonee alle operazioni chirurgiche». Anche il consigliere regionale di “Oltre con Fitto” Erio Congedo sollecita l’intervento della Regione: «Alla luce di quanto denunciato dai chirurghi salentini è indispensabile che alla ripresa dell’attività il presidente Emiliano venga in aula a illustrare la situazione della sanità in Puglia».

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