Martedì 22 Gennaio 2019 | 13:22

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Gallipoli, «barriera» sul mare a difesa delle coste di Puglia

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GIUSEPPE ALBAHARI

GALLIPOLI - Il Salento si ribella alle trivelle. Ieri mattina cittadini e turisti si sono presi per mano, sulla spiaggia della Purità, per legarsi in una catena umana contro le trivellazioni nei mari, pugliesi e non solo. Decine e decine di persone, all’insegna dello striscione con la scritta «Giù le mani del nostro mare», hanno così aderito alla mobilitazione promossa dal Movimento 5 Stelle, tra cori, salti e un conclusivo bagno collettivo in mare atto a sancire la dimensione della festa.Non è stata un’agorà sull’arenile, quindi, ma a più voci sono stati tratteggiati i motivi di preoccupazione, per i quali, ha ricordato Sabino Mangano, capogruppo pentastellato in consiglio comunale a Bari, da tre anni il Movimento è impegnato in tour per difendere il mare dall’aggressione delle lobby del petrolio. Mentre il portavoce in consiglio regionale, Cristian Casili, ha rivendicato che il paesaggio appartiene al popolo e i cittadini non possono essere trattati da colonizzati.

Il portavoce del Movimento in Senato, Maurizio Buccarella, ha contestato la mancanza di coerenza dei rappresentanti dei partiti come il Pd, che a Roma hanno votato il decreto salva-Italia che sostiene le trivellazioni e ora fanno finta di ergersi a paladini del fronte anti-trivelle. La sua collega Barbara Lezzi ha invece parlato di «numeri», dalle previsioni di guadagni in miliardi di euro per le compagnie petrolifere, ai centesimi di royalties per lo Stato e le Regioni, di gran lunga inferiori a quelle che corrispondono in altri Paesi.

A sorpresa, alla manifestazione è intervenuta la presidente del Movimento in consiglio regionale, Antonella Laricchia, che ha accennato all’attività del gruppo perché la Regione ricorra, e con efficacia, contro i provvedimenti del governo centrale sulle trivellazioni. Rivolta ai partecipanti alla catena umana, ha poi concluso: «Oggi voi avete fatto più di quello che pensate, perché insieme con il mare difendiamo anche le opportunità di lavoro e quindi il futuro dei pugliesi e il diritto a rimanere sulla nostra terra».

E intanto questa mattina amministratori e attivisti daranno vita ad una grande manifestazione contro i decreti del Ministero dell’Ambiente che autorizzano le prospezioni petrolifere nello Ionio e nell’Adriatico, chiamando a raccolta le migliaia di turisti che si stanno godendo il sole sulle spiagge del Capo di Leuca.

Al sit - in, che ha preso il nome «Salvamare», organizzato dai comuni di Salve, Morciano di Leuca, Patù, e Castrignano del Capo insieme a Italia nostra e a cui hanno già annunciato la partecipazione i sindaci di numerosi comuni salentini, saranno esposti lunghi striscioni con le scritte «Salviamo il mare del Salento», preparati dai volontari che si stanno prodigando per mettere a punto ogni dettaglio.

Ieri si sono attrezzati con lo spray il sindaco di Salve Vincenzo Passaseo e il presidente della sezione Sud Salento di Italia nostra Marcello Seclì. 

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