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Trivelle, altre richieste per fare ricerche tra Gallipoli e Leuca

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MAURO CIARDO
LECCE -Mentre è tutto pronto per la mega catena umana contro le trivellazioni in mare, proprio su Gallipoli piove l’ennesima tegola. Lungi dal fermarsi davanti ai movimenti No triv che stanno nascendo più o meno spontaneamente un po’ ovunque, le multinazionali del petrolio insistono. È di ieri la notizia che sono state pubblicate altre 5 richieste di autorizzazione alle attività di prospezione sismica in mar Ionio. Due di queste interessano la Puglia, e in particolare il litorale tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca. Il percorso autorizzativo, ricorda la Ola (Organizzazione lucana ambientalista), prevede adesso che i soggetti portatori di interessi in merito alle richieste avanzate dal colosso petrolifero Global Med LLC, possano presentare osservazioni al ministero dell’Ambiente entro il 19 ottobre 2015.

Un motivo in più, per chi protesta, di mobilitazione e sensibilizzazione al problema. L’appuntamento è alle 10, sulla spiaggia gallipolina della «Purità». L’iniziativa è promossa dal Movimento Cinquestelle. Ma non ci si ferma, perché domani si replica nei lidi del Capo di Leuca, dalla “Perla dei due mari” fino a Torre Pali passando da Felloniche, San Gregorio, Torre Vado e Pescoluse. Qui accanto ai sindaci di Salve, Castrignano del Capo, Patù e Morciano di Leuca che hanno organizzato la protesta e che già a luglio fecero uno sciopero della fame, si tenderanno la mano anche parlamentari di schieramenti diversi con in testa Salvatore Capone del Partito democratico e Rocco Palese di Forza Italia. Tra i manifestanti anche tanti volti noti del mondo dello spettacolo, dal batterista dei «Negramaro», Danilo Tasco al regista Edoardo Winspeare.

La manifestazione del Capo di Leuca sarà anticipata da una conferenza stampa, sempre domani, alle 10.30 nel centro di informazione turistica di Parco dei Gigli di Pescoluse. Tra i sindaci che hanno già confermato la partecipazione si contano quelli di Tricase, Ugento, Taurisano, Acquarica del Capo, Presicce, Alessano, Tiggiano, Corsano e Gagliano del Capo. Sia da Gallipoli che da Pescoluse la voce sarà la stessa, quella di opporsi alle norme del Decreto «Sblocca Italia» del governo di Matteo Renzi che autorizzano le multinazionali petrolifere a ricercare oli combustibili nei fondali di Ionio e Adriatico.

L’allarme cresce e il timore di vedere pozzi petroliferi davanti alle coste non fa dormire sonni tranquilli agli amministratori, compreso il Governatore pugliese Michele Emiliano che ha presentato ricorso contro i permessi.

«Con questa catena umana – annunciano i sindaci del Capo di Leuca affiancati dai volontari di Italia nostra - miriamo a informare ulteriormente i cittadini e i turisti, che in questi giorni sono ospiti del Salento, dei danni che le attività di ricerca petrolifera e di perforazione dei fondali possono determinare sull’habitat marino e sulle coste. La manifestazione – sottolineano - ha lo scopo di sollecitare il Governo a rivedere, attraverso i referendum, i programmi e i provvedimenti adottati in materia».

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