Domenica 20 Gennaio 2019 | 15:41

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«Ulivi, quattro nuove varietà resistenti al batterio killer»

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di FLAVIA SERRAVEZZA

LECCE - Nuove cultivar resistenti o tolleranti a xylella fastidiosa? L’associazione Voce dell’Ulivo nutre buone speranze e lancia con tono ottimistico il risultato del monitoraggio che ha condotto sul campo. «Le varietà che ad oggi risultano essere prive di disseccamenti tipici del Codiro nel comprensorio di Gallipoli, epicentro dell’epidemia, oltre a Leccino e Frantoio già ampiamente verificate, sono: Coratina, Pendolino, Bella di Cerignola e Cipressino; mentre le cultivar su cui gli effetti dei disseccamenti da Codiro sono presenti in maniera più o meno visibile, oltre alle già conosciutissime Ogliarola e Cellina, sono: Carolea, Nocellara del Belice, Cima di Melfi, Nociara, Bianco Lilla e Ascolana».

Sempre dall’alleanza di produttori: «In definitiva ad oggi lo scenario potrebbe essere la resistenza-tolleranza di ben sei cultivar e il disseccamento di altre otto cultivar». L’associazione Voce dell’Ulivo tiene a precisare che i monitoraggi proseguiranno, in modo particolare, sulle nuove varietà riscontrate indenni da disseccamento, «in quanto le stesse sono rappresentate da popolazioni numericamente inferiori rispetto a quelle di Leccino e Frantoio».

Non solo rilevamenti sintomatici, però. Il direttivo dell’associazione ha già concordato con il responsabile del Cnr di Lecce, Giovanni Mita, «l’analisi genetica per la rispondenza scientifica dell’at - tribuzione dei nomi delle cultivar summenzionate alle piante oggetto del monitoraggio». «A questo punto ci corre l’obbligo di precisare – spiegano dall’associazione – ch e i sintomi di disseccamento da Codiro, pur avendo degli aspetti molto caratteristici, sono di difficile identificazione da parte di persone non addette ai lavori e spesso sono confusi con disseccamenti ascrivibili ad altri patogeni ben conosciuti e identificati ».
Il lavoro capillare di monitoraggio, «condotto con le nostre risorse - chiariscono i componenti la Voce dell’Ulivo - e con il supporto di altri agricoltori e tecnici come Davide De Lentinis, ha consentito l’ottenimento di queste preziosissime evidenze che, se confermate dalla scienza, potranno cambiare il destino del nostro territorio».

E aggiungono: «Riteniamo possibile che le varietà resistenti, oltre a garantire un futuro olivicolo al Salento, attraverso lo studio dei loro meccanismi di difesa dalla fitopatia, possano dare indicazioni utili a trovare una cura per salvare i nostri patriarchi. Quest’ultimo rappresenta per noi l’obbiettivo primario e la salvezza dell’intero Salento». Ancora dall’alleanza di produttori: «La forza e la passione che ci ha contraddistinto in questi mesi, che ha portato al successo delle nostre azioni, sono scaturite dal vero amore per il nostro territorio, per i nostri figli e per il nostro lavoro». Un ringraziamento da parte dell’associazione «a tutti i veri agricoltori - concludono i componenti del direttivo - alle persone comuni e a tutti coloro che in silenzio hanno creduto e contribuito concretamente al nostro operato».

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