Domenica 20 Gennaio 2019 | 10:28

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Un salto verso il futuro inaugurato a Lecce il polo di nanotecnologie

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di Piero Bacca

LECCE - Invertire la tendenza della «fuga dei cervelli» non è più solo una speranza per il futuro della ricerca in Italia. L’investimento di ben 18 milioni di euro per il rilancio del Polo di nanotecnologia del Cnr, inaugurato ieri nel campus di Ecotekne, ne è la prova più evidente: i migliori studiosi rientrano, quando se ne creano le condizioni, rimettendo il Paese al centro dell’attenzione della comunità scientifica internazionale.

Dodicimila metri quadri di laboratori, più duecento ricercatori, tra fisici, chimici, biologi, medici ed ingegneri, strumentazioni hi-tech delle più sofisticate al mondo: l’istituto leccese Cnr-Nanotec è una delle maggiori strutture di ricerca in Italia e in Europa per lo sviluppo delle nanotecnologie e delle loro applicazioni in ambito scientifico e produttivo. Un’esperienza avviata sotto la guida del professor Roberto Cingolani ed ora affidata alla direzione di Giuseppe Gigli.

Non ha potuto essere presente al taglio del nastro, per impegni inderogabili a Roma, il rettore Vincenzo Zara, che ha fatto pervenire un messaggio. Al suo posto la prorettrice Mariaenrica Friggione. Accanto a lei Luigi Nicolais - presidente del Cnr, il governatore della Regione Nichi Vendola, il sindaco di Lecce, Paolo Perrone. Presenti anche Loredana Capone (assessore regionale allo Sviluppo economico), Giuseppe Gigli , direttore Cnr-Nanotec e Daniele Sanvitto, ricercatore Cnr-Nanotec, tornato in Italia dopo una lunga esperienza di ricerca nei maggiori centri europei. Il Polo, che è frutto della collaborazione fra Regione Puglia e Cnr, prevede investimenti per circa 18 milioni di euro, di cui 10 provenienti da finanziamenti comunitari (Fesr), 4 dal Ministero dell’Università e 4 dallo stesso Cnr. Tra gli obiettivi, lo sviluppo di nuove ricerche e la prototipazione di materiali innovativi a beneficio dell’intero sistema produttivo, dall’energia all’edilizia, dalla diagnostica alle comunicazioni, dalla sicurezza fino all’ambiente. Le prospettive della ricerca si legano agli interessi di grandi gruppi multinazionali che hanno scelto di investire in Puglia e nel Salento, da Bosch a Getrag, da STMicroeletronics a Engineering-Ingegneria informatica, General Electric, Porsche.

«Quella condotta dai nostri ricercatori - ha spiegato il direttore di Cnr-Nanotec, Giuseppe Gigli - è una sfida ambiziosa a livello internazionale, che già conta sulla consolidata collaborazione con prestigiosi centri quali il Molecular Foundry dell’Università di Berkeley, l’Imperial College di Londra, le Università di Cambridge, Oxford, Tokyo, lo Houston Medical Center e, in ambito industriale, con multinazionali leader. Tra gli scopi prioritari del nostro Istituto - ha aggiunto - quello di attrarre e coinvolgere i migliori cervelli italiani che lavorano all'estero, grazie al gioco di squadra con la rete nazionale del Cnr, la Regione Puglia, l'Università del Salento e aziende leader del settore high-tech. Altro obiettivo primario è il trasferimento tecnologico, che incoraggiamo e promuoviamo attraverso sinergie con istituti di ricerca internazionali, industrie e fondi di venture capital. In tale ambito, particolare impegno è dato alla generazione di start up e spin-off, con lo scopo di contribuire allo sviluppo del benessere socio-economico del territorio e di creare opportunità di nuova occupazione».

Di particolare rilievo il riconoscimento dell’European Research Council (Erc), che ha concesso a diversi ricercatori del Polo di nanotecnologia di Lecce il suo finanziamento destinato alle migliori idee di ricerca del continente. Tra queste, si distinguono in particolare gli studi per la definizione di circuiti logici ottici per una nuova generazione di computer quantici ad elevatissima velocità, coordinati dal team di giovani scienziati guidati da Daniele Sanvitto.

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