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Escort al Cav, indagini frenate Ex procuratore Bari: una follia Tarantini: mai parlato con lui

LECCE – Il processo a carico dell'ex capo della Procura di Bari accusato di aver favorito Tarantini, rallentando l’inchiesta della Procura barese sulle escort portate nelle residenze di Silvio Berlusconi. 
Escort al Cav, indagini frenate Ex procuratore Bari: una follia Tarantini: mai parlato con lui
LECCE – "Escludo di avere commesso i fatti che mi vengono addebitati e che travisano la realtà". Lo ha detto l’ex procuratore di Bari Antonio Laudati ascoltato dai giudici del Tribunale di Lecce nel processo che lo vede imputato per favoreggiamento personale e abuso d’ufficio, con l’accusa di avere rallentato l’inchiesta della procura barese sulle escort portate dall’imprenditore Tarantini nelle residenze dell’ex premier Silvio Berlusconi.

"Mi si accusa di aver rallentato le indagini e questo mi offende profondamente. Ma mi chiedo – ha aggiunto – quale sarebbe stato il movente? E anche qualora avessi sollecitato un illecito, lo avrei comunicato nel corso di una riunione alla presenza dello stato maggiore della Guardia di Finanza? Se è così allora fatemi una perizia psichiatrica perchè sono pazzo!".

"Mi si contesta il favoreggiamento, il reato più infamante - ha detto ancora – di aver favorito Tarantini che invece ho fatto arrestare e al quale ho sequestrato i beni". Mi si contesta anche, ha proseguito, "il favoreggiamento indiretto di Berlusconi, che tra l’altro non era indagato, di aver tutelato così la sua immagine istituzionale, ma questo non può essere un ipotesi di favoreggiamento. Perchè avrei dovuto farlo?". Laudati ha quindi respinto l’accusa di avere interferito nel lavoro dei magistrati del suo ufficio che hanno indagato sulla vicenda. L'udienza è stata quindi aggiornata al 3 giugno prossim

Udienza dedicata anche all’ascolto dell’imprenditore Giampaolo Tarantini al Tribunale di Lecce nell’ambito del processo a carico di Antonio Laudati, l’ex procuratore di Bari accusato di favoreggiamento personale e abuso d’ufficio, per aver favorito proprio Tarantini, rallentando l’inchiesta della Procura barese sulle escort portate nelle residenze di Silvio Berlusconi.

 Nell’ultima udienza del febbraio scorso il presidente della seconda sezione penale del Tribunale, Roberto Tanisi, aveva disposto l’accompagnamento coatto dell’imprenditore barese. Antonio Laudati era presente in aula.

"Non ho mai parlato del processo escort con Laudati, e a Lavitola al telefono nel luglio 2011 quando parlai del procuratore, ho detto solo un sacco di fesserie, per rabbia, dopo aver saputo che aveva ricevuto, senza girarmeli, i 500 mila euro che Berlusconi mi aveva promesso per l'avvio di un’attività". Lo ha detto l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini nel corso del'udienza dinanzi al tribunale di Lecce a carico del'ex procuratore di Bari accusato di favoreggiamento personale e abuso d’ufficio.

Tarantini ha negato di avere avuto contatti con Laudati e di aver concordato con lui il patteggiamento, come contestato invece dall’accusa sulla base dell’interrogatorio reso dall’imprenditore nel settembre 2011 davanti al gip di Napoli, nell’ambito di un altro procedimento, ma il cui contenuto in riferimento all’inchiesta barese, oggi Tarantini dice di non ricordare più.

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