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La «Xylella» in marcia a Nord verso Brindisi «Non c’è tempo da perdere»

di DANIELA PASTORE
LECCE - Xylella galoppa rapidamente verso Nord. E’ da guinness il ruolino di marcia del batterio da quarantena che sembra ormai lanciato verso il confine brindisino. Una corsa che fa paura. Per non parlare di ciò che sta accadendo nel Leccese, dove l’esplosione di nuovi focolai sta lasciando sgomenti agricoltori e organizzazioni professionali
La «Xylella» in marcia a Nord verso Brindisi «Non c’è tempo da perdere»
di Daniela Pastore

LECCE - Xylella galoppa rapidamente verso Nord. E’ da guinness il ruolino di marcia del batterio da quarantena che sembra ormai lanciato verso il confine brindisino. Il sopralluogo effettuato ieri dai tecnici e dal professor Nicola Savino, dell’Università di Bari, non lascia presagire nulla di buono. «Tra qualche giorno avremo il risultato dei campionamenti del materiale prelevato. Ma la sintomatologia delle nuove piante con evidenti disseccamenti sembra inequivocabile», dice il docente, ormai da mesi impegnato nella valutazione scientifica dell’epidemia.

Una corsa verso Nord che fa paura. Per non parlare di ciò che sta accadendo nel Leccese, dove l’esplosione di nuovi focolai sta lasciando sgomenti agricoltori e organizzazioni professionali. «Purtroppo il tempismo in presenza di fitopatie simili è tutto - fa spallucce Savino - Noi lo stiamo ripetendo da tempo. Bisogna fare in fretta con gli interventi di contenimento del batterio, altrimenti la diffusione esponenziale del contagio sarà inevitabile».

Il profluvio di idee e proclami sbandierati dalla politica da ormai più di un anno hanno prodotto sinora solo un intervento concreto sul campo: l’eradicazione tra il 14 e il 15 aprile 2014 di 104 ulivi (62 a Trepuzzi, 9 a Lecce, 5 a Copertino, 23 a Galatina, 5 a Sternatia). Troppo poco, evidentemente, visto che proprio attorno a questi cinque focolai puntiformi la «fastidiosa» sta scorazzando allegramente, più tonica che mai e per nulla infastidita dal rigore invernale. Di ottima salute, e la cosa è ovviamente collegata, sembra godere l’insetto-vettore di Xylella, la «sputacchina», avvistata un po’ ovunque nelle campagne salentine. Vista la situazione, ricercatori e agricoltori già tremano all’idea dello scenario che si presenterà tra qualche mese, quando gli ulivi saranno nel pieno della loro vegetazione. «Rischiamo di trovarci dinanzi ad un panorama spettrale - avvertono - qualcosa di davvero inquietante».

E mentre nel Salento si attende ormai con l’orologio in mano la firma del decreto per la delimitazione delle aree infette e la nomina del commissario, il deputato della Lega, Mario Borghezio, solleva in Europa il problema dell’epidemia degli ulivi. «L’Efsa ha eseguito una valutazione del rischio fitosanitario e delle possibili misure di riduzione del rischio da Xylella fastidiosa, batterio che ha colpito parecchie migliaia di ettari di oliveti in Puglia». scrive Borghezio in un’interrogazione, evidenziando il fatto che «Xylella fastidiosa ha interessato in Puglia centinaia di migliaia di piante di ulivo e la sua potenziale trasmissione ad altre realtà vegetali non mette al sicuro circa un possibile contagio europeo. Secondo le raccomandazioni tecniche e seguendo le norme comunitarie, in loco è iniziato un piano di monitoraggio e di eradicazione e, nei prossimi giorni, è attesa la nomina di un commissario ad acta della protezione civile». Alla luce di ciò Borghezio chiede: «Visto che è importante evitare fenomeni di psicosi che potrebbero ulteriormente mettere in difficoltà il comparto agricolo, come intende, la Commissione, intervenire sulle possibili speculazioni ingenerate da questi fenomeni?». Ed ancora: «qual è lo stato di avanzamento del fenomeno di contagio e con quali concrete misure di sostegno agli ulivicoltori la Commissione intende sostenere il comparto attraverso fondi estranei al bilancio della Pac?». Tante domande, ma sinora poche risposte concrete.

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