Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 13:50

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LECCE - Zero voti alla candidatura di Lecce a capitale europea della cultura per il 2019. Dopo le polemiche che, nel capoluogo salentino, hanno fatto seguito alla scelta di Matera, è arrivata la conferma da parte del ministero dei Beni e delle Attività culturali a quella che, fino ad ora, era stata liquidata dal sindaco Paolo Perrone (nella foto col sindaco di Matera Salvatore Adduce) come la solita polemica sterile e strumentale da parte dell’opposizione di centrosinistra, accusata di malafede e sciacallaggio
Matera 2019, Al Bano: «Un risultato meritato»
Capitale della cultura c’è la classifica ufficiale Lecce: zero punti
di Emanuela Tommasi

LECCE - Zero voti alla candidatura di Lecce a capitale europea della cultura per il 2019. Dopo le polemiche che, nel capoluogo salentino, hanno fatto seguito alla scelta di Matera, è arrivata la conferma da parte del ministero dei Beni e delle Attività culturali a quella che, fino ad ora, era stata liquidata dal sindaco Paolo Perrone come la solita polemica sterile e strumentale da parte dell’opposizione di centrosinistra, accusata di malafede e sciacallaggio. Il primo cittadino ha sempre risposto, a quanti già da tempo parlavano di una sonora bocciatura, che i voti ottenuti dal progetto leccese a firma di Airan Berg fossero tre.

La smentita, dunque, è arrivata, proprio dal Ministero. I voti assegnati dalla Commissione esaminatrice sono stati pubblicati sul sito del Mibact nei giorni scorsi. «Matera, 7 voti; Ravenna, 3 voti; Siena, 3 voti». Le altre tre città candidate - oltre Lecce, anche Cagliari e Perugia-Assisi - naturalmente non sono presenti. I voti a disposizione, infatti, erano tredici, uno per ciascuno dei componenti la Commissione.

Complice la coda delle festività, la notizia è stata «scoperta» solo ieri. È bastato per far riesplodere le polemiche. Ma, intorno alle 14, dal sito internet è scomparsa la «pagella», misteriosamente. Tuttavia non sono scomparse, anzi, le critiche all’indirizzo di Perrone. «Dobbiamo prendere atto che ci sono state raccontate un mucchio di frottole da parte dell’amministrazione comune e del primo cittadino» commenta il segretario cittadino del Pd, Fabrizio Marra. E il capogruppo del Pd, Paolo Foresio, invita Perrone «a cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa ai leccesi, innanzitutto per aver alimentato la “favola” del testa a testa con Matera quando era chiaro, sin dalla consegna del primo bid book, che si stava mettendo in piedi un progetto sbagliato e staccato completamente dalla realtà. Poi, per aver millantato un secondo posto, clamorosamente smentito». Rilancia Luigi Melica, capogruppo Udc, il quale, oltre ad invitare il sindaco a chiedere scusa ai leccesi, gli propone di «lasciare il passo ad un governo più credibile».

Al sindaco Perrone, in serata, non è rimasto che «prendere atto dell’ufficialità del risultato finale». Aggiungendo che «fonti interne al Ministero, che evidentemente oggi si rivelano inattendibili, ci avevano assicurato che la candidatura di Lecce aveva ottenuto le preferenze di alcuni componenti della commissione».

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