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Appalto rifiuti a Lecce Procura apre inchiesta

di EMANUELA TOMMASI
LECCE - La Procura apre un fascicolo sull’appalto dei rifiuti. Abuso d’ufficio è il reato ipotizzato dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, la quale intende vederci chiaro sui contenuti dell’esposto presentato, il 19 novembre scorso, da Axa-Ecotecnica, l’Ati esclusa dalla gara. L’appalto è stato affidato, proprio l’altro ieri, alla Monteco, con una determina firmata dai dirigenti comunali all’Avvocatura ed all’Ambiente, dopo un lungo contenzioso
Appalto rifiuti a Lecce Procura apre inchiesta
di Emanuela Tommasi

La Procura apre un fascicolo sull’appalto dei rifiuti. Abuso d’ufficio a carico di ignoti è il reato ipotizzato dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, la quale intende vederci chiaro sui contenuti dell’esposto presentato, il 19 novembre scorso, da Axa-Ecotecnica, l’Ati esclusa dalla gara. L’appalto è stato affidato, proprio l’altro ieri, alla Monteco, con una determina firmata dai dirigenti comunali all’Avvocatura ed all’Ambiente, dopo un lungo contenzioso. Invece, non trova conferme ufficiali la notizia di acquisizioni da parte della Finanza di documenti riguardanti l’appalto, che pure circola con insistenza, da qualche ora, nei corridoi di Palazzo Carafa e in città.

Di certo, si diceva, c’è l’inchiesta della Procura, avviata dopo la segnalazione di Axa ed Ecotecnica. Le ditte, che gestiscono attualmente il servizio di igiene urbana, hanno diffidato il Comune dall’aggiudicare la gara alla Monteco, recapitando la denuncia all’Ato Lecce 1 Aro 3, al sindaco ed al procuratore della Repubblica ma anche al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione ed al presidente della Corte dei conti. Hanno chiesto «un intervento immediato per valutare eventuali violazioni della legge penale e contabile». L’Ati accusa l’amministrazione comunale di «condotta omissiva e defatigatoria» nell’ambito di una vicenda spinosa che ha preso le mosse nel settembre 2012, quando il Comune ha provveduto all’aggiudicazione provvisoria della gara - un appalto di 122 milioni di euro per nove anni - all’Ati Axa-Ecotecnica, escludendo Monteco. Quest’ultima si è quindi rivolta al Tar per avere ragione ma i giudici hanno dichiarato il ricorso improcedibile, accogliendo, invece, il ricorso incidentale dell’Ati.

Monteco ha girato la faccenda al Consiglio di Stato il quale, con sentenza 5874 del 9 dicembre 2013, ha annullato l’aggiudicazione, motivandola con l’omessa dichiarazione ex articolo 38 del decreto legislativo 163 del 2006 sulla nomina del responsabile tecnico. In appello, i giudici hanno anche annullato l’esclusione della Monteco.

L’Ati ha proposto ricorso per revocazione - l’udienza dev’essere ancora fissata - e, nel frattempo, sono emersi altri aspetti del contenzioso. Nella riapertura della gara per la riammissione della Monteco, il 24 marzo scorso, è emerso che, a carico della Monteco, grava la stessa omissione relativa alla dichiarazione ex articolo 38 del Codice dei contratti. Il nocciolo della questione, infatti, è tutto qui, come ha evidenziato più volte il vice presidente del Consiglio, Antonio Torricelli, il quale, ieri, in sede di commissione consiliare, ha ripercorso tutte le fasi della vicenda.

Ad ogni modo, in quella stessa seduta, la commissione ha aggiudicato l’appalto alla Monteco, in via provvisoria.

Nel frattempo, il Comune ha chiesto due pareri all’avvocato Andrea Angelelli, uno il 2 luglio scorso, l’altro qualche settimana fa, nel quale ha fatto sapere che «la questione potrebbe essere agevolmente risolta acquisendo la nomina del responsabile tecnico e la sua accettazione allegate alla domanda presentata da Sud Gas (ausiliaria di Monteco, ndr), per l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali».

Monteco ha comunicato la formalizzazione della nomina del responsabile tecnico; mentre il segretario dell’Anga non ha dato riscontro alla richiesta del Comune. «Nonostante questo i due dirigenti hanno firmato la determina per l’affidamento alla Monteco - ha accusato Torricelli - Una decisione, dunque, quanto meno imprudente».

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