Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 03:40

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Sigilli al resort Baia Malva e darsena Puerto del sol

di GIANFRANCO LATTANTE
PORTO CESAREO - L’ombra di abusi edilizi, di autorizzazioni in odor di illegittimità e di presunti provvedimenti illeciti si allunga su un altro paradiso delle vacanze. Ieri mattina i carabinieri hanno sequestrato il resort «Baia Malva» e la darsena «Puerto del Sol» sulla litoranea per Sant’Isidoro, strutture di proprietà di Giuseppe Durante, 65 anni, di Porto Cesareo, ex assessore comunale. Lo stesso imprenditore è titolare dell’altro resort «Riva degli Angeli» che è sotto sequestro per la cui realizzazione si ipotizzano i reati di lottizzazione abusiva, falso ideologico ed omessa denuncia. Il valore degli immobili è di diversi milioni di euro
Sigilli al resort Baia Malva e darsena Puerto del sol
di GIANFRANCO LATTANTE

PORTO CESAREO - L’ombra di abusi edilizi, di autorizzazioni in odor di illegittimità e di presunti provvedimenti illeciti si allunga su un altro paradiso delle vacanze. Ieri mattina i carabinieri hanno sequestrato il resort «Baia Malva» e la darsena «Puerto del Sol» sulla litoranea per Sant’Isidoro, strutture di proprietà di Giuseppe Durante, 65 anni, di Porto Cesareo, ex assessore comunale. Lo stesso imprenditore è titolare dell’altro resort «Riva degli Angeli» che è sotto sequestro per la cui realizzazione si ipotizzano i reati di lottizzazione abusiva, falso ideologico ed omessa denuncia. Il valore degli immobili è di diversi milioni di euro.

I sigilli sono scattati sulla scorta di un decreto di sequestro probatorio firmato dal sostituto procuratore Carmen Ruggiero. Le relazioni tecniche redatte dall’ingegnere Raffaele Congedo e dal perito Giuseppe Elia, in qualità di ausiliari di polizia giudiziaria, e l’informativa dei carabinieri della Compagnia di Campi, diretti dal maggiore Nicola Fasciano, hanno messo in evidenza «macroscopiche difformità rispetto ai permessi di costruire rilasciati, opere realizzate in totale assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica, provvedimenti autorizzativi ritenuti illeciti ed illegittimi».
In particolare il resort «Baia Malva» (il cui nome si ispira ad una delle isole che affiorano nell’area Marina Protetta di Porto Cesareo) «risulta costruito in una E5 che il Piano regolatore generale qualifica come zona agricola e per il tempo libero, sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico e ricompresa nell’ambito territoriale esteso del Putt».
C’è dell’altro. Nel decreto di sequestro il pm aggiunge che il villaggio turistico «risulta costituito da opere assentite da provvedimenti autorizzativi illeciti e illegittimi perché rilasciati in palese violazione delle norme urbanistiche e in ogni caso difformi da quanto prescritto».

Se le ipotesi dovessero trovare conferma, è ragionevole supporre che - come è avvenuto per l’inchiesta su «Riva degli Angeli» - altri nomi possano finire nel registro degli indagati. E passiamo «Puerto del Sol», il complesso destinato ad ormeggio di imbarcazioni. Dagli accertamenti è emerso che la darsena di Durante sarebbe stata realizzata in una zona agricola di salvaguardia paesaggistica, «sottoposta a vincolo paesaggistico ove sono consentite costruzioni al servizio diretto dell’agricoltura, fabbricati rurali, sedi di associazioni e club, attrezzature sportive».
L’ormeggio «è costituito da opere eseguite in parte in macroscopica difformità rispetto ai permessi di costruire rilasciati in parte da opere realizzate in totale assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica, anche mediante occupazione di aree demaniali non rientranti nella concessione rilasciata. Le opere realizzate appaiono di recente costruzione».

Il sequestro probatorio è finalizzato all’esecuzione di una consulenza tecnica per verificare la consistenza e la natura delle opere realizzate, se le strutture ricettive sono state realizzate in assenza o presenza di provvedimenti amministrativi, la conformità o meno agli strumenti urbanistici in relazione alla tipizzazione della zona e ai vincoli.

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