Martedì 20 Novembre 2018 | 00:36

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Progetto a Lecce «Centro islamico aperto a tutti»

di FLAVIA SERRAVEZZA
LECCE - Realizzare a Lecce la prima università islamica d’Italia è il sogno di Giampiero Khaled Paladini, salentino di Magliano, 57 anni, attuale presidente del consorzio Confime - Confederazione imprese mediterranee - che oggi conta oltre quattrocento aziende associate fra Italia, Nord Africa, Medio Oriente e Unione eurasiatica
Progetto a Lecce «Centro islamico aperto a tutti»
di FLAVIA SERRAVEZZA

Realizzare a Lecce la prima università islamica d’Italia è il sogno di Giampiero Khaled Paladini, salentino di Magliano, 57 anni, attuale presidente del consorzio Confime - Confederazione imprese mediterranee - che oggi conta oltre quattrocento aziende associate fra Italia, Nord Africa, Medio Oriente e Unione eurasiatica (che fa capo alla Russia), nonché svariati partner stranieri. Il mega consorzio - nato una decina di anni fa come semplice confederazione di imprese del Sud Italia - è ora pronto a rilevare l’ex Manifattura Tabacchi di via Birago e a investire ben 50 milioni di euro per realizzare il progetto, col supporto di due fondi islamici.

L’accordo con la Red srl, società milanese attuale proprietaria dell’immobile, è già stato trovato ed entro domani o dopodomani sarà sancito attraverso la firma di un protocollo d’intesa. La base di partenza per la vendita dell’ex manifattura è di 12 milioni di euro, ma la trattativa è aperta e potrebbe richiedere ancora un po’ di tempo.
«Sicuramente - spiega Paladini - la firma del protocollo è un passo importante ed essenziale. Subito dopo, avvieremo una due diligence per verificare lo stato dell’immobile dal punto di vista giuridico e amministrativo. Se tutto dovesse risultare in ordine, prima di chiudere l’acquisto presenteremo il nostro progetto in u n’apposita conferenza stampa: non vogliamo certamente stare in Paradiso a dispetto dei santi. Non siamo la Tap, non abbiamo interessi economici. Se la città di Lecce non ci vuole, non è che ci dobbiamo stare per forza».

Paladini non ha evidentemente digerito le polemiche a proposito del progetto venute fuori negli ultimi giorni.  «Ho scippato questa iniziativa alla Sicilia - dice - dove abbiamo ancora dei portoni aperti a Catania come a Salemi, dove anni fa ero consulente dell’allora sindaco Vittorio Sgarbi per i rapporti con il mondo arabo e islamico. Come consorzio, abbiamo già aperto tre moschee in Sicilia. Ma io avrei il piacere di realizzare quest’operazione a Lecce, perché è la mia terra e l’investimento vale tanto quanto Lecce Capitale europea della cultura...».

Paladini si è convertito all’Islam soltanto due anni fa e ha assunto il nome di «Khaled», che vuol dire invincibile. «Mi occupo da anni di relazioni internazionali, istituzionali e private - spiega - e per ragioni professionali ho rapporti molto stretti col mondo islamico, specie con l’area del Golfo. Grazie ai numerosi viaggi, mi sono avvicinato alla cultura e alla fede musulmana e oggi il mio sogno è di creare un punto di riferimento prestigioso, in Italia, per l’intera comunità islamica».
Aule, biblioteche, centro congressi, residenze per docenti e studenti, centro sportivo, aree verdi e commerciali: questo prevede il progetto dell’università islamica, «che sarà aperta a tutti, anche a chi professa una fede diversa », chiarisce Paladini. Si partirà con la facoltà di Lettere e Filosofia e il corso di Teologia per poi passare, chissà, a Economia e magari Medicina. «Coinvolgeremo personaggi importanti del mondo arabo e in questo senso mi piacerebbe collaborare con l’Università del Salento. Immagino un accordo tra l’ateneo leccese e l’università di Medina».
Sogna Paladini e già tremano gli ambienti cattolici leccesi. «Mi auguro che i salentini capiscano di cosa stiamo parlando - conclude - e non si lascino condizionare da stupidi pregiudizi».

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