Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 02:27

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Auto a fuoco per difetto risarcimento dopo 6 anni

LECCE – Il Tribunale di Casarano ha condannato in primo grado la concessionaria Peugeot a risarcire i signori Alfredo Carmine Calzolaro e Donata Rosaria Russo, proprietari di una 207 andata a fuoco mentre era parcheggiata e a motore spento. Lo rende noto Codici Lecce. In base al rapporto dei Vigili del Fuoco di Gallipoli (Lecce), l’incendio sarebbe stato provocato da problemi elettrici. (foto d'archivio)
Auto a fuoco per difetto risarcimento dopo 6 anni
LECCE – Il Tribunale di Casarano ha condannato in primo grado la concessionaria Peugeot a risarcire i signori Alfredo Carmine Calzolaro e Donata Rosaria Russo, proprietari di una 207 andata a fuoco mentre era parcheggiata e a motore spento. Lo rende noto Codici Lecce. In base al rapporto dei Vigili del Fuoco di Gallipoli (Lecce), l’incendio sarebbe stato provocato da problemi elettrici. Un corto circuito, quindi, per il quale è stato inutile il tentativo di ottenere un risarcimento in via stragiudiziale. "Oggi, a distanza di sei anni – affermano Ivano Giacomelli, segretario Nazionale di Codici, e Stefano Gallotta, segretario Codici Lecce – la sentenza in primo grado rende loro finalmente giustizia".

L'importo stabilito dalla condanna è pari alla quotazione ufficiale del veicolo, acquistato meno di due anni prima dell’incendio, fornita dal periodico "Quattroruote", maggiorata dagli interessi moratori e dalla rivalutazione monetaria, oltre al fermo tecnico e alle spese di demolizione. Il giudice, Cosimo Calvi, ha ritenuto così ampiamente dimostrato il nesso causale tra l’incendio e il difetto dell’autovettura, anche sulla scorta della documentazione prodotta dai proprietari dalla quale risultano i frequenti richiami da parte della casa madre per verificare eventuali anomalie nell’impianto elettrico, dovute allo scorretto posizionamento del capocorda dell’alimentatore della Peugeot 207.

"Questa sentenza – evidenzia Gallotta – costituisce un interessante precedente giurisprudenziale e conferma la validità dell’impianto normativo codicistico in materia di difetto di conformità della cosa venduta e di responsabilità per danni causati da prodotti difettosi e pericolosi, così come si legge nel Codice del Consumo in attuazione delle direttive CEE. Nel caso di specie, infatti, il veicolo non soltanto non era conforme ma, come evidenziato dal giudice, estremamente pericoloso".

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