Martedì 22 Gennaio 2019 | 06:54

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Salento in marcia contro il gasdotto

di ELENA ARMENISE
MELENDUGNO - Cittadini in marcia lungo il tracciato del gasdotto in segno di protesta. La battaglia contro l’infrastruttura energetica non si arresta e dopo il via libera rilasciato dalla commissione ministeriale di Via, il coordinamento interprovinciale «No Tap-No fossili» organizza una manifestazione per il prossimo 20 settembre. La marcia partirà alle 17 dal lido “San Basilio”
Salento in marcia contro il gasdotto
di ELENA ARMENISE

MELENDUGNO - Cittadini in marcia lungo il tracciato del gasdotto in segno di protesta. La battaglia contro l’infrastruttura energetica non si arresta e dopo il via libera rilasciato dalla commissione ministeriale di Via, il coordinamento interprovinciale «No Tap-No fossili» organizza una manifestazione per il prossimo 20 settembre. La marcia partirà alle 17 dal lido “San Basilio”, lungo il tratto di spiaggia scelto come punto di approdo del gasdotto, e proseguirà, a piedi o in bici, lungo il percorso di 8 km dove verrà interrato il tubo che trasporterà in Italia il gas dell’Azerbaijan. La marcia si concluderà, intorno alle 18, in piazza Pertini a Melendugno, con dibattiti e interventi musicali. Nelle stesse ore, il premier Matteo Renzi, secondo quanto dichiarato dal presidente del Consiglio subito dopo il parere favorevole emesso dalla commissione di Via del Ministero dell’Ambiente, sarà a Baku, in Azerbaijan, «per il via libera al Tap che oggi è definitivamente sbloccato».

«La protesta intende denunciare l’arroganza delle forze politiche, finanziarie ed economiche che sostengono il progetto Tap, passando sopra le teste dei cittadini salentini e della loro Terra Patria - dice il comitato promotore dell’iniziativa - Denunciamo che la commissione ministeriale ha dato parere positivo alla Via nonostante il no della Regione Puglia, dei comuni interessati e dei cittadini - prosegue - Denunciamo il grave attentato perpetrato all’economia turistica che dopo tanti sforzi sta creando ricchezza e prospettive occupazionali in una zona martoriata del nostro Mezzogiorno; l’attentato alla salute del popolo salentino – continua ancora - già ai vertici delle statistiche delle morti per neoplasie; il danno che l’opera arrecherà ad un ambiente incontaminato tra i più belli. L’approdo previsto – puntualizza ancora il comitato - lambisce il parco naturale delle Cesine e si inoltra tra macchia mediterranea e ulivi dopo aver sfregiato fondali e costa. A 8 km dalla costa è prevista una centrale di depressurizzazione con emissione di fumi su un’area di 12 ettari tra ulivi e muretti a secco. Tra 50 anni l’opera sarà lasciata in loco, Tap godrà di un regime di monopolio per 25 anni. L’impatto occupazionale – aggiunge - è praticamente inesistente, non superiore a quello che può determinare una piccola attività. Ci sarà lavoro per qualche vigilante e qualche giardiniere».

Il comitato interprovinciale «No Tap-no fossili» ribadisce poi l’inutilità dell’opera in considerazione del calo dei consumi di gas negli ultimi anni. «In Puglia la produzione di energia è doppia rispetto alla domanda - chiarisce - Tap è una “grande opera” a forte propensione lobbista, pensata un decennio fa e che interessa prevalentemente ai capitali finanziari investiti. La società ha sede in Svizzera e non pagherà tasse in Italia. Il progetto – denuncia ancora - sarà cofinanziato con fondi europei. Infine e non da meno – conclude - l’Azerbaigian è un paese che certamente non brilla per il rispetto dei diritti civili. Per questi motivi marceremo, per aprire una breccia nell’ar roganza del potere e affermare la volontà del popolo salentino contro i gruppi d’af fari».

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