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Manca il «braccialetto» detenuto resta in carcere

LECCE – Sono stati arrestati insieme per procurata evasione e condannati a pene similari (due anni l’uno, due anni e quattro mesi l’altro), hanno ottenuto entrambi il beneficio degli arresti domiciliari, ma solo uno dei due è a casa: il complice è ancora rinchiuso nel carcere di Lecce perchè sono finiti i braccialetti elettronici
Manca il «braccialetto» detenuto resta in carcere
LECCE – Sono stati arrestati insieme per procurata evasione e condannati a pene similari (due anni l’uno, due anni e quattro mesi l’altro), hanno ottenuto entrambi il beneficio degli arresti domiciliari, ma solo uno dei due è a casa: il complice è ancora rinchiuso nel carcere di Lecce perchè sono finiti i braccialetti elettronici.
Protagonista della vicenda sono Ivan Spedicati e Antonio Vitale, di 23 e 31 anni, entrambi di Surbo (Lecce), condannati per aver favorito l’evasione dal carcere di Padova di un moldavo, Sergei Vitali, di 30 anni, che stava scontando una condanna a 15 anni per aver ucciso con colpi di accetta un connazionale.
A Spedicati i domiciliari sono stati concessi 20 giorni fa, quando c'era ancora disponibilità di braccialetti elettronici. A Vitale il beneficio è stato concesso alcuni giorni dopo ma non essendoci braccialetti elettronici è ancora in cella. Il suo legale, l’avv. Mario Ciardo, ha scritto alla direzione del carcere di Lecce facendo presente questa disparità di trattamento e la mancata ottemperanza della disposizione del giudice.

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