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Muore annegato a 14 anni sotto gli occhi degli amici

di PIERANGELO TEMPESTA
UGENTO (Lecce) - Muore annegato a quattordici anni sotto gli occhi degli amici. Christian Scordella ha perso la vita nel tardo pomeriggio di ieri nel tratto di spiaggia libera tra il villaggio Poseidone e il lido «Oasi degli angeli», a Torre San Giovanni. Probabilmente è stata una congestione a causare l’annegamento. Solo pochi mesi fa il ragazzo aveva perso la madre.Tutto è avvenuto intorno alle 18. Christian Scordella, che aveva frequentato il primo anno al Liceo linguistico di Casarano, si era tuffato in mare dal tratto di spiaggia oltre il lido «Oasi degli angeli». E, al largo, ha avuto il malore fatale.
Muore annegato a 14 anni sotto gli occhi degli amici
PIERANGELO TEMPESTA
TORRE SAN GIOVANNI (UGENTO) Muore annegato a quattordici anni sotto gli occhi degli amici. Christian Scordella ha perso la vita nel tardo pomeriggio di ieri nel tratto di spiaggia libera tra il villaggio Poseidone e il lido «Oasi degli angeli», a Torre San Giovanni. Probabilmente è stata una congestione a causare l’annegamento. Solo pochi mesi fa il ragazzo aveva perso la madre.Tutto è avvenuto intorno alle 18. Christian Scordella, che aveva frequentato il primo anno al Liceo linguistico di Casarano, si era tuffato in mare dal tratto di spiaggia oltre il lido «Oasi degli angeli». E, al largo, ha avuto il malore fatale. «Ha alzato le braccia per cercare aiuto - raccontano le persone che si trovavano in spiaggia - ma inizialmente chi lo ha visto pensava che stesse giocando. In pochi attimi, però, si sono accorti che stava accadendo qualcosa di grave».

In suo soccorso si sono lanciati diversi bagnanti. Il ragazzino è stato portato a riva a ridosso della spiaggia del Poseidone e lì i bagnini dei due lidi hanno provato in tutti i modi a rianimarlo. In pochi minuti sono giunti anche i sanitari del 118, che hanno tentato in tutti i modi di strappare il ragazzo alla morte. Dopo circa mezz'ora, però, non c'è stato altro da fare che dichiarare il decesso.

«Non c'era più niente da fare già quando è stato tirato fuori dall’acqua - racconta Angelo Preite, bagnino di «Oasi degli angeli» - perché rigurgitava cibo. Quando è arrivato a terra sono intervenuto, ma ormai era tutto inutile». Sul posto sono arrivati i carabinieri di Casarano e Ugento, coordinati dal tenente Roberto Mitola e dal luogotenente Daniele Corrado, e il personale della capitaneria di porto di Torre San Giovanni, agli ordini del maresciallo Giovanni Cazzarò. Pochi minuti dopo è giunto anche il padre del quattordicenne, che ha avuto un malore ed è stato soccorso dal 118.

Tra le lacrime degli amici e la commozione dei bagnanti, la salma è stata portata a Ugento e restituita alla famiglia su disposizione del sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone.

La famiglia di Christian Scordella è molto conosciuta a Ugento. Originario di Taurisano, fino a poco tempo fa l’anziano padre Donato era titolare di una tabaccheria in via Messapica. Lo scorso anno il quattordicenne aveva perso la giovane madre Anna, che il papà aveva sposato in seconde nozze. Il ragazzo lascia anche una sorella, Federica.

Tanti gli amici che si sono radunati virtualmente sul diario Facebook di Christian per lasciare messaggi di affetto. «No, Christian, non potevi lasciarci così - scrive L. - non meritavi tutto questo, non è giusto. Dovevi stare con noi, vivere 'sta vita. Dovevi venire a scuola e sorriderci come hai sempre fatto». «Lassù potrai riabbracciare chi ti è stato sempre vicino», commenta invece A., mentre V. scrive: «Mi mancherà uscire di casa e non poter incontrare il sorriso di un ragazzo speciale». Proprio una settimana fa Christian aveva pubblicato nella copertina del suo profilo la frase «everything is possible» («tutto è possibile»). Nulla di più vero: tutto è possibile. Anche morire a quattordici anni mentre spensierati ci si gode il mare al tramonto di un caldo pomeriggio di luglio.

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