Martedì 22 Gennaio 2019 | 13:26

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Si uccide in carcere il killer della Monteduro

PADOVA - Giovanni Pucci, il 44enne elettricista di Castrignano dè Greci (Lecce) stava scontando una condanna a 30 anni di reclusione per l’omicidio della dottoressa Maria Monteduro, 40 anni, uccisa a colpi di cacciavite la notte tra il 24 e il 25 aprile 1999 mentre era in servizio di guardia medica a Gagliano del Capo, comune in cui era anche assessore ai Servizi sociali
Si uccide in carcere il killer della Monteduro
PADOVA - Giovanni Pucci, il 44enne elettricista di Castrignano dè Greci (Lecce) trovato morto la notte scorsa nella sua cella nel carcere di Padova, probabilmente suicida, stava scontando una condanna a 30 anni di reclusione per l’omicidio della dottoressa Maria Monteduro, 40 anni, uccisa a colpi di cacciavite la notte tra il 24 e il 25 aprile 1999 mentre era in servizio di guardia medica a Gagliano del Capo (Lecce), comune in cui era anche assessore ai Servizi sociali.

Al momento del delitto, secondo investigatori e giudici, Pucci era sotto l’effetto di un cocktail di stupefacenti. Per quell'omicidio, il 30 settembre 2003, Pucci era stato condannato all’ergastolo nei tre gradi di giudizio, pena poi rideterminata definitivamente in 30 anni dalla Cassazione il 10 gennaio scorso su ricorso dei difensori (gli avvocati Luca Puce e Giuseppe Stefanelli, del foro di Lecce). La rideterminazione della pena aveva aperto per lui una serie di benefici, tant'è che aveva ottenuto di lavorare fuori dal carcere come elettricista e aveva un contratto a tempo indeterminato. Pucci usciva al mattino dal carcere e rientrava la sera per dormirvi; l’anno scorso si era anche sposato.

Una decina di giorni fa, però, il magistrato di sorveglianza gli aveva sospeso il permesso di lavoro esterno dopo che Pucci era stato sentito dalla Procura nell’ambito di un’inchiesta su un presunto giro di droga nel carcere di Padova. Circostanze, queste, che anche secondo i suoi legali potrebbero aver inciso sull'improvvisa decisione del detenuto di farla finita.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, 15 anni fa Pucci uccise la dottoressa a colpi di cacciavite alla testa  dopo averla costretta a salire a bordo della sua Renault 19 e aver imboccato un viottolo di campagna. Per gli inquirenti ci sarebbe stato anche un tentativo di violenza sessuale. Pucci scomparve subito dopo il delitto ma venne rintracciato e arrestato il 24 settembre 1999 in Kazakistan, dov'era andato a trovare il padre. L’uomo confessò l’omicidio, anche se fornendo una versione dei fatti ritenuta piena di contraddizioni. Nell’inchiesta finirono anche un paio di presunti favoreggiatori, ma alla fine Pucci è stato l’unico a finire sotto processo e ad essere condannato. Il 2 ottobre successivo, a poca distanza dal luogo del ritrovamento del cadavere, fu trovata nel terreno l’arma del delitto, un cacciavite lungo una ventina di centimetri.

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