Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 08:41

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Salento, inizia XYLab con i migliori sciamani 2.0

di MARISA INGROSSO
BARI - Da oggi e fino al 31, docenti-guru della plurimedialità e sessanta corsisti tra hacker, maker e sciamani 2.0 si sono dati appuntamento a Castrignano de’ Greci (Lecce) per partecipare a «XYLab», una full immersion nelle tecnologie creative. Il corso è gratis perché i docenti sono stati «spesati» dalla Regione Puglia attraverso la misura «Laboratori dal Basso» e gli organizzatori, due giovani pugliesi, Alessandro Tartaglia e Alessandro Balena, hanno stretto accordi con alcuni partner
Salento, inizia XYLab con i migliori sciamani 2.0
di Marisa Ingrosso

BARI - Da oggi e fino al 31, docenti-guru della plurimedialità e sessanta corsisti tra hacker, maker e sciamani 2.0 si sono dati appuntamento a Castrignano de’ Greci (Lecce) per partecipare a «XYLab», una full immersion nelle tecnologie creative.

Il corso è gratis perché i docenti sono stati «spesati» dalla Regione Puglia attraverso la misura «Laboratori dal Basso» e gli organizzatori, due giovani pugliesi, Alessandro Tartaglia e Alessandro Balena, hanno stretto accordi con alcuni partner, istituzionali e non (come i Laboratori per l’accelerazione dei servizi di innovazione di Valenzano, nati sulle ceneri del Centro Laser; e il Festival di Conversano «Lector in Fabula»). Inoltre, hanno lanciato una raccolta fondi on-line (su www.becrowdy.com). «In realtà - spiega Tartaglia, 30enne foggiano - noi chiediamo un finanziamento per poter comprare la strumentazione e per realizzare il nostro sogno che è di fare una scuola che non sia un laboratorio di 15 giorno, ma una scuola permanente tipo i centri di ricerca Mit-Media lab (sì, proprio quello del Massachusetts Institute of Technology, Mecca dei ricercatori-smanettoni di tutto il mondo; ndr) . In piccolo, in scala, vorremmo fare una cosa così, in Puglia. E stiamo lavorando da due anni per creare le condizioni». «In questo periodo - continua Tartaglia - abbiamo avuto abboccamenti con Università del Salento, Ateneo di Bari, Regione Puglia e altri soggetti, come la Florida Polytechnic University».

Nel frattempo, sono riusciti a organizzare «XYLab» che, a detta loro, vedrà «docenti, staff e partecipanti cooperare - da mane a sera, in un regime di convivenza - a dei progetti». E si parla di progetti concreti: stando alle aspettative, il 31 luglio, quando «XY» chiuderà i battenti, saranno creati e «liberati» (l’«etica» di base è pure sempre l’open source) sei nuovi «prodotti». «Abbiamo sei progetti di ricerca - afferma il barese Alessandro Balena - Quattro sono già stati definiti e 2 saranno individuati dalla sinergia democratica di docenti-staff-partecipanti».

«Il primo progetto - spiegano - è un caschetto neurale open source che permette di misurare le risposte emotive, le attività, del nostro cervello a seguito di stimoli visivi e non, ma anche il viceversa, ovvero usare le misurazioni effettuate sulla testa per avere out put, per creare visualizzazioni. Un oggetto che permette di leggere e di scrivere attraverso il pensiero. Per esempio, il musicista e inventore Onyx Ashanti che fa performance musicali con un caschetto neurale che registra i suoi pensieri e che, usando un algoritmo, li trasforma in musica».

«Altro progetto è Lantern.ino ed è l’idea di collegare tra di loro Arduino (la piattaforma hardware open source creata in Italia e famosa nel globo; ndr) e Magic Lantern, che è un software americano che è un hack della Canon e moltiplica le possibilità delle fotocamere. Ebbene, Lantern.ino sarà un aggeggio che controlla una fotocamera in ogni suo aspetto, in remoto e attaccando una qualunque periferica».

«Al terzo progetto è dedicato un tavolo di “XYLab” che lavora sullo storytelling digitale. Lavoreranno su piattaforme come Odyssey.JF che è un programma che permette di creare contenuti per la rete in modo multimodale: contemporaneamente video, mappe, testi, immagini. Il NYT e il Guardian stanno sperimentando per i loro articoli sul web questo tipo di soluzione. Noi faremo dei test e proveremo a sperimentarlo».

«Infine - dice Tartaglia - c’è “Human ecosystems”, un progetto sviluppato da Oriana Persico e Salvatore Iaconesi che sono due hacker. È un software, è open source, e permette a chi lo usa di introdurre i propri contenuti in un network e di fruire dei contenuti di questo network in modo non lineare. Questo strumento mette in evidenza elementi che altrimenti sarebbero solo deducibili. È una sorta di motore di ricerca non lineare ma enormemente più potente perché considera tutti i contenuti come interconnessi tra loro. Ecco perché si chiama Ecosistema Umano».

I corsisti sono stati selezionati su base curriculare e - spiega Balena, videomaker che collabora con Dinamo Film - «per i 60 posti disponibili abbiamo avuto circa 200 domande, con richieste da Germania, Francia, Bulgaria, Iran, Australia, G.B. e Giappone».ingrosso@gazzettamezzogiorno.it

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