Giovedì 17 Gennaio 2019 | 18:10

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Cave in aree vincolate sequestri e denunce

LECCE - I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, nell’ambito di controlli ambientali sulle attività estrattive del carparo (pietra calcarenitica), hanno operato un sequestro, per un valore complessivo di circa 1 milione e 300 mila euro, di due aree in località 'Mater Gratiae' a Gallipoli. Si tratta di due terreni utilizzati da due differenti società all’interno dei quali, al momento dell’intervento del Noe, si stava effettuando abusivamente una attività estrattiva di conci
Cave in aree vincolate sequestri e denunce
LECCE - I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, nell’ambito di controlli ambientali sulle attività estrattive del carparo (pietra calcarenitica), hanno operato un sequestro, per un valore complessivo di circa 1 milione e 300 mila euro, di due aree in località 'Mater Gratiae' a Gallipoli. Si tratta di due terreni utilizzati da due differenti società all’interno dei quali, al momento dell’intervento del Noe, si stava effettuando abusivamente una attività estrattiva di conci di carparo e la successiva lavorazione finalizzata alla commercializzazione. Nel primo caso l’area sequestrata, del valore di un milione, è estesa circa 15 mila metri quadrati. Sigilli anche a un manufatto utilizzato come ufficio, ai macchinari per la squadratura dei conci, a tre autocarri, a una ruspa, a un 'mulettò, a centinaia di metri di binari in ferro utilizzati per lo scorrimento delle macchine scalzatrici per il taglio della pietra, a svariate decine di balle di conci di carparo, già pronte per la vendita.

Nel secondo caso l’area, del valore di 300 mila euro, è estesa circa 2 mila metri quadrati. Il sequestro ha riguardato tre prefabbricati usati come deposito e uffici, sei macchinari per l’estrazione e la lavorazione del carparo, un binario in ferro, decine di balle di conci pronte per la vendita. Per i rappresentanti legali delle due società è scattata la segnalazione alla Procura della Repubblica di Lecce con l’ipotesi di reato principale di esercizio di attività estrattiva senza le autorizzazioni in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, idrogeologico e faunistico, oltre che di omessa presentazione della denuncia di inizio lavori alle autorità competenti e agli organi di vigilanza, omessa presentazione del documento di sicurezza e salute all’ufficio minerario regionale, omesso deposito della nomina del direttore tecnico della cava, omessa presentazione della richiesta di autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, attivazione di scarico di acque reflue senza autorizzazione. Sul posto è intervenuto il personale tecnico dell’ufficio minerario regionale.

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