Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 03:46

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In Appello pena scontata a pentito Scu

LECCE – La Corte d’assise d’appello di Lecce ha ridotto da 30 anni di reclusione, inflitti in primo grado, a 13 anni e quattro mesi la condanna al neopentito della Scu Francesco Gravina, detto 'Gabibbo', di Mesagne (Brindisi), colpevole di aver ucciso a bastonate il 16 giugno 2009 Giancarlo Salati, di 62, in una spedizione punitiva. Il processo si è svolto con rito abbreviato.
In Appello pena scontata a pentito Scu
LECCE – La Corte d’assise d’appello di Lecce ha ridotto da 30 anni di reclusione, inflitti in primo grado, a 13 anni e quattro mesi la condanna al neopentito della Scu Francesco Gravina, detto 'Gabibbo', di Mesagne (Brindisi), colpevole di aver ucciso a bastonate il 16 giugno 2009 Giancarlo Salati, di 62, in una spedizione punitiva. Il processo si è svolto con rito abbreviato.

La Corte (presidente Rodolfo Boselli, a latere Antonio Del Coco) ha confermato le condanne per i due presunti complici di Gravina che avevano scelto il medesimo rito: 30 anni di reclusione sono stati inflitti a Vito Stano, dieci a Cosimo Giovanni Guarini, anch’egli collaboratore di giustizia. Altre due persone coinvolte nell’omicidio sono state giudicate con rito ordinario: l’ex boss Ercole Penna, anch’egli pentito, è stato condannato a nove anni di reclusione, l’altro boss Massimo Pasimeni a 30 anni.

Secondo l’accusa, sostenuta anche in appello dal pm della Dda Alberto Santacatterina, il delitto di Salati, su mandato di Pasimeni e Penna, al vertice del clan mesagnese della Scu, fu compiuto per una triplice ragione: per punirlo in quanto si vociferava di sue relazioni con minorenni, per regolare screzi privati tra la vittima e Pasimeni e per favorire una strategia comunicativa finalizzata ad ottenere consenso sociale da parte della criminalità organizzata. I cinque imputati furono arrestati il 27 gennaio 2012 dalla Squadra mobile di Brindisi.

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