Lunedì 21 Gennaio 2019 | 06:39

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Intercettazione incastra killer di Porto Cesareo Ma l'accusato si difende: «Non sono stato io»

di LINDA CAPPELLO
PORTO CESAREO (Lecce) - «Lo sapinu, c’hannu sapire, Enzu! ma davveru fessi li faci li cristiani! c’è lu sangu..qua stannu trent’anni de galera...tessi sci curcatu!». Non ha fiatato Vincenzo Tarantino, 51enne di Porto Cesareo, nel momento in cui l’amico lo rimproverava aspramente nella sala d’attesa del comando provinciale dei carabinieri, poco prima che venisse arrestato per il duplice omicidio dei coniugi
Coniugi uccisi massacrati con 40 martellate
Intercettazione incastra killer di Porto Cesareo Ma l'accusato si difende: «Non sono stato io»
LINDA CAPPELLO

PORTO CESAREO (Lecce) - «Lo sapinu, c’hannu sapire, Enzu! ma davveru fessi li faci li cristiani! c’è lu sangu..qua stannu trent’anni de galera...tessi sci curcatu!». Non ha fiatato Vincenzo Tarantino, 51enne di Porto Cesareo, nel momento in cui l’amico lo rimproverava aspramente nella sala d’attesa del comando provinciale dei carabinieri, poco prima che venisse arrestato. Le frasi intercettate dai militari non lascerebbero alcun dubbio sul fatto che sia lui l’assassino di Luigi Ferrari ed Antonella Parente, i coniugi massacrati all’alba di martedì nella loro camera da letto.

Per l’indagato, adesso, è arrivato il momento della verità. Alle 9.30 di questa mattina il giudice per le indagini preliminari Antonia Martalò si recherà in carcere per l’interrogatorio di convalida del fermo: toccherà a Tarantino decidere se parlare e raccontare cosa sia accaduto, oppure tacere, come ha fatto nel momento in cui i carabinieri l’hanno portato in caserma.

Le accuse formulate dal sostituto procuratore Giuseppe Capoccia sono quelle di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e rapina.

Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo insieme con i colleghi del Norm di Campi Salentina, sono ora finalizzate ad accertare eventuali complicità. Per comprendere se realmente il Tarantino abbia fatto tutto da solo, o sia stato aiutato da qualcuno.

A scatenare la furia omicida, stando a quanto emerso fino ad ora, la sete di vendetta nei confronti dei coniugi, in particolar modo della Parente, secondo lui responsabile della fine della sua relazione con la nipote, conclusasi il 12 maggio scorso. Da quel giorno, l’uomo avrebbe iniziato a minacciare la sua ex, temendo che avesse un altro uomo; di recente, poi, avrebbe insistito affinchè la donna acquistasse la sua quota dei mobili della loro abitazione, per un valore complessivo di 2700 euro, poichè aveva bisogno di denaro.

Soldi che avrebbero dovuto essere impiegati per un viaggio in Croazia, dove il presunto assassino aveva detto di volersi recare.

È stata la figlia delle due vittime a raccontare agli investigatori degli screzi fra i suoi genitori e Tarantino, soggetto con problemi di tossicodipendenza, che ultimamente avrebbe in tutti i modi preteso denaro dalla madre. Determinanti, ai fini delle indagini, sono state le dichiarazioni di un amico del 51enne, il quale ha riferito che l’uomo gli aveva confidato la sua intenzione di fare un furto in casa della zia della sua ex, certo che la donna disponesse di ingenti somme di denaro custodite nella cassaforte.

La mattina dell’omicidio, dopo aver assunto cocaina,l’arrestato gli avrebbe detto di stare andando in casa dei coniugi. Prima di muoversi, però, si sarebbe impossessato di una scala, e di alcuni attrezzi da lavoro necessari per scardinare la cassaforte.

Probabilmente, Tarantino pensava di non trovare nessuno nell’appartamento: alla vista dei due coniugi avrebbe infierito su di loro con una violenza disumana, colpendoli ripetutamente con un corpo contundente, verosimilmente una piccola accetta. Dopo aver ucciso Ferrari e la Parente, avrebbe poi sradicato la cassaforte dal muro, pulendo nel lavandino gli attrezzi sporchi di sangue.

I carabinieri lo hanno rintracciato intorno alle 17 a bordo della sua auto, a Torre Lapillo. Durante un sopralluogo nella stanza del b&b dove il 51enne aveva soggiornato la notte precedente all’omicidio, sono state recuperate lenzuola intrise di sangue.

Di tutto questo, fino ad oggi, non ha voluto fornire alcuna spiegazione. Questa mattina gli sarà offerta un’altra occasione.

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