il caso
Lecce, crisi della piccola pesca: è scontro Scorrano-Rotundo
Frigole e Darsena, l’assessore: «Risponda la vecchia amministrazione». L’accusa «Oggi fa propaganda ma sa bene di chi sono le colpe»
Il canale di Frigole inagibile, la darsena di San Cataldo impraticabile e oltre venti famiglie di pescatori senza reddito. All’allarme lanciato dal consigliere del Pd, Antonio Rotundo, replica con toni duri l’assessore all’Urbanistica Gianpaolo Scorrano che parla di vergognosa propaganda.
Rotundo ha invocato un intervento immediato dell’amministrazione comunale. Le condizioni attuali impediscono la navigazione e lo svolgimento dell’attività di pesca, tramutandosi in una emergenza economica e sociale che colpisce l’intero comparto della piccola pesca e la comunità locale. A completare il quadro critico, la darsena di San Cataldo, da mesi invasa dalle alghe e con canali e bacini intasati, situazione che rende difficili sia l’ormeggio sia la navigazione in sicurezza. Da qui la richiesta di interventi urgenti di pulizia, dragaggio e messa in sicurezza per restituire piena funzionalità alle infrastrutture e tutelare il lavoro dei pescatori.
L’assessore Scorrano, però, respinge le accuse e punta il dito contro le precedenti amministrazioni. «Darsene e problemi dei pescatori: amnesia o, più semplicemente, sfacciataggine?», scrive l’assessore, parlando di una serie di interrogazioni e sollecitazioni» arrivate dal centrosinistra «dopo ben sette anni di letargo e di promesse mancate».
Scorrano ricorda che sulla darsena di San Cataldo «sono stati (mal) eseguiti lavori per milioni di euro» durante la gestione precedente e sottolinea che l’attuale amministrazione è stata «rea unicamente di essere riuscita a riaprire con prontezza una struttura nel 2024, dopo che i lavori erano stati realizzati e poi chiusi per ben due volte nel 2022 e nel 2023 da chi c’era prima». Respinge inoltre quello che definisce «l’indegno tentativo di speculare sulle disgrazie dei pescatori», aggiungendo che «per sette anni qualcuno ha nascosto la testa sotto le alghe». E contesta anche la rappresentazione della realtà occupazionale: «Probabilmente il consigliere Rotundo dimentica, o fa finta di non sapere, che a San Cataldo è rimasto un solo pescatore professionale», invitandolo a chiarire vicende del passato, tra cui la gestione del cantiere e le condizioni di lavoro.
Nel mirino dell’assessore anche la questione Frigole. «Se proprio si vuole parlare di pescatori e lavoratori portuali, come si può non fare riferimento alla darsena di Frigole (fino a ieri definita “foce di fiume” da Rotundo & Co)? Ed è proprio qui l’autogol del consigliere reinventatosi paladino dei pescatori». Scorrano accusa l’esponente Pd di non aver dato seguito all’ordine del giorno sulla variante urbanistica del sito (per infrastrutture portuali) e ricorda il trasferimento del bacino al Demanio marittimo tra il 2017 e il 2019 (durante l’amministrazione Salvemini), passaggio che avrebbe dato origine a un contenzioso che di fatto «ha privato Frigole e la città di Lecce dell’ultimo approdo dove erano ormeggiati i pescherecci». L’assessore richiama anche le promesse non mantenute sul personale portuale e invita Rotundo, in qualità di presidente della commissione di controllo, a fare chiarezza su una serie di aspetti tecnici e amministrativi legati al cantiere di San Cataldo, tra cui appalti, varianti, rendicontazioni e collaudi. «Poi, qualora ne abbia le capacità e le competenze, si invita il consigliere a fare proposte e avanzare soluzioni percorribili, evitando di fare becera propaganda sui bisogni di quella gente».
«Stiamo lavorando - rivendica - in ogni modo e con poche risorse pur di scongiurare la chiusura della darsena alla navigazione, con progetti a breve e a lungo periodo».