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Como-Lecce, parla il doppio ex Biondo: «A testa alta per non avere rimpianti»

Antonio Calò

Sembrerebbe una gara dal pronostico segnato quella di domani pomeriggio, alle 15, tra i lombardi e i giallorossi del tecnico Di Francesco: «Che il Como sia favorito è innegabile, ma che vinca non è affatto scontato»

Con la casacca del Como, Rosario Biondo ha esordito in serie A, nel 1988/1989, dopo le stagioni trascorse nel Taranto, dal 1985/1986 al 1987/1988, seguite a quelle vissute nella sua Palermo, dove a 17 anni si è affacciato in prima squadra. Nel Lecce, invece, il difensore siciliano ha militato dal 1991/1992 al 1994/1995, tra A e B, dopo la parentesi in massima serie con il Bologna. Il calciatore di Mondello è quindi un doppio ex del club lariano e di quello salentino, che si troveranno faccia a faccia domani al «Sinigaglia».

«In questo momento, il Como è una delle formazioni che giocano meglio in Italia - afferma Biondo -. L’undici guidato da Fabregas effettua un pressing alto efficacissimo e vanta un giro palla ad uno o due tocchi che disorienta gli avversari e che fa leva sulla cifra tecnica elevatissima della maggior parte dei componenti della rosa, che sono prevalentemente giovani già affermati, ma con i mezzi per crescere ulteriormente. Per il Lecce, quindi, si preannuncia una partita assai complicata, anche perché i lariani hanno il morale alto, dopo la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia nella quale se la vedranno con l’Inter e dopo il successo colto in campionato sul terreno della Juventus».

Sembrerebbe una gara dal pronostico segnato quella di domani pomeriggio, alle 15, tra i lombardi e i giallorossi del tecnico Di Francesco: «Che il Como sia favorito è innegabile, ma che vinca non è affatto scontato perché il calcio riserva delle sorprese e non sempre ad imporsi è la compagine più forte. Il complesso allenato da Fabregas ha sofferto, in questa stagione, in talune circostanze, contro quelle squadre che lo hanno affrontato con atteggiamento attendista, per poi ripartire velocemente in contropiede. I lariani tendono a giostrare con la retroguardia molto avanzata e per questo motivo corrono dei rischi. Basti pensare alla ripartenza con la quale ha pareggiato il Milan nella sfida andata in scena al “Meazza”. Ebbene, nel Lecce ci sono alcuni uomini “di gamba” che sono in grado di esaltarsi negli spazi e che potrebbero fare male a Nico Paz e compagni. I salentini, però, dovranno evitare di farsi schiacciare nella propria area e dovranno “pungere” tutte le volte che potranno».

La trasferta di Como precederà lo scontro diretto in programma al «Via del Mare» contro la Cremonese: «Raggranellare anche solo un punticino in riva al lago significherebbe presentarsi con il vento in poppa alla gara contro i grigiorossi, che potrebbe rivelarsi uno scontro cruciale lungo il cammino che porta alla salvezza. Comunque finisca la prossima partita, Wladimiro Falcone e compagni dovranno resettare ogni cosa e prepararsi a dare tutto nella sfida seguente che varrà davvero tanto. Domani, però, sarà fondamentale che giochino al meglio le proprie carte, per non avere rimpianti. A volte match che sembrano proibitivi portano punti non preventivati che, alla lunga, hanno un valore enorme».

Con il Parma e l’Udinese a quota 32 e quindi non lontane dalla quota-permanenza, la corsa-salvezza sembra ristretta ai team che sgomitano dai 29 punti del Cagliari in giù, con Verona e Pisa in grave affanno: «Ci sono ancora dodici giornate da disputare con 36 lunghezze da assegnare. Non è da escludere a priori che qualcuna delle formazioni che in questo momento sembrano al sicuro venga risucchiata in basso. Inoltre, sento dare per scontato che la Fiorentina non correrà rischi, ma io non ne sono convinto perché quando a trovarsi in zona rossa è una squadra costruita per ben altri traguardi, è sempre dura riemergere, tanto più se la piazza che si ha alle spalle è molto esigente. Un discorso in parte analogo vale per il Torino e per il Genoa, che hanno tre punti in più del Lecce. Cosa dire, inoltre, della Cremonese, che sembrava volasse in avvio di torneo ed ora è lì in piena bagarre? Penso che il team diretto da Di Francesco abbia tutte le carte in regola per farcela ancora una volta, pur soffrendo com’è nel dna della società giallorossa».

Per chi farà il tifo, domani, Rosario Biondo? «Chi mi conosce sa cosa abbia significato e cosa significhi il Lecce per me. Ho rispetto e gratitudine per tutti i sodalizi nei quali ho militato, ma le quattro annate che ho vissuto nel Salento mi sono rimaste in maniera indelebile nel cuore. Il calore che mi è stato riservato, il rapporto che ho avuto con i tifosi e le amicizie che ho stretto e che resistono nel tempo mi hanno portato ad avere un legame speciale con la piazza giallorossa. Qualche tempo fa ho avuto dei gravi problemi di salute e la vicinanza e l’affetto che ho ricevuto dal “tacco d’Italia” è stato commovente».

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