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«Non è detto che i lidi debbano andare a gara», l’avv. Lorenzo: «Dopo il Tar Lecce attendiamo la Corte di Giustizia»

«Non è detto che i lidi debbano andare a gara», l’avv. Lorenzo: «Dopo il Tar Lecce attendiamo la Corte di Giustizia»

L’ultima pronuncia della giustizia amministrativa, che si è espressa in favore dell’applicazione della direttiva comunitaria con la quale si impone la gara pubblica a partire dal 2024 per le concessioni demaniali, spinge i titolari dei lidi sul piede di guerra

20 Maggio 2022

Linda Cappello

Il nodo balneari tiene banco in parlamento, ma non solo. L’ultima pronuncia della giustizia amministrativa, che si è espressa in favore dell’applicazione della direttiva comunitaria con la quale si impone la gara pubblica a partire dal 2024 per le concessioni demaniali, spinge i titolari dei lidi sul piede di guerra. Ne abbiamo parlato con l’avvocato amministrativista Danilo Lorenzo, esperto in diritto demaniale, legale del sindacato Cna Balneari Puglia. È stato lui a curare nove dei 13 ricorsi contro il Comune di Lecce, che recentemente ha vinto la battaglia innanzi al Consiglio di Stato in tema di concessioni. Dall’anno prossimo, quindi, stop alle proroghe: si andrà al bando.

Avvocato Danilo Lorenzo, la direttiva Bolkestein di cui tanto si discute era già stata recepita nel nostro ordinamento nel 2010, ma non è mai stata applicata. Il problema è sorto solo dopo la sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, a distanza di più di dieci anni. Come è possibile?

«La Direttiva Bolkestein disciplina la materia dei servizi del mercato interno. Nel concetto di servizi rientrano le materie più disparate. È stata recepita con un decreto legislativo che però si è limitato ad una attuazione di carattere generale, senza disciplinare ogni singolo servizio in maniera specifica. Quindi, di fatto la Bolkestein non è stata mai attuata con specifico riferimento alla materia delle concessioni balneari. Permangono molti dubbi sulla applicabilità della direttiva Servizi alle concessioni balneari, così come rimangono molti dubbi sul rapporto tra direttiva Servizi e legge 145/2018».

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