l'iniziativa
#Italiagrandtour: da Torino al Salento il viaggio di due blogger per raccontare i luoghi più belli del Paese
Tappa finale a Galatina, terra natale di Barbara Perrone, che insieme al compagno di vita e viaggio Davide Tiezzi gira lungo lo stivale
Girare l'Italia da Nord a Sud per portare anche sui social i luoghi più belli del nostro paese da scoprire: nasce così il progetto #italiagrandtour di Barbara Perrone e Davide Tiezzi, compagni di vita e di viaggio, travel blogger per tangibiliemozioni.it e instagrammer. Un viaggio ancora in pieno lockdown, che è partito da Torino il 19 giugno e che il 12 luglio è giunto a Galatina (Le), nel cuore del Salento, dopo 15 tappe.
«A causa dell’emergenza Covid-19 abbiamo dovuto rinunciare a diversi viaggi internazionali già programmati - raccontano Barbara e Davide - tuttavia durante il lockdown abbiamo sentito la necessità di dare il nostro contributo alla scoperta e riscoperta dell’Italia, secondo il nostro stile e punto di vista. Volevamo dare un segnale di positività, insegnando a vedere il bello che ci circonda. Viaggiando tanto soprattutto a livello internazionale, in questi anni abbiamo compreso che a rendere una destinazione attraente per il viaggiatore non è solo l’interesse storico culturale, ma anche le modalità con cui questi posti sono raccontati dagli enti del turismo e da tutti gli attori che ruotano attorno. Il fattore umano e la capacità di far vivere vere e proprie esperienze locali, ma soprattutto di sapersi raccontare saranno a nostro avviso le chiavi per attrarre il viaggiatore futuro»
I due sono partiti da Torino come prima capitale, con un focus tra botteghe storiche e imprenditorialità: «È seguita Reggio Emilia, città dove è nato il tricolore, dove si respira in modo deciso il senso di appartenenza e accoglienza; poi è stata la volta di Urbino come città Unesco e per un focus sui 500 anni della scomparsa di Raffaello; abbiamo proseguito con Acqualagna città del tartufo bianco e l'incontro con il maestro tartufaio Giorgio Remedia. Continuando nelle Marche abbiamo scoperto il misterioso e affascinante mondo delle grotte di Frasassi e l'ingegno umano con il Tempio del Valadier costruito in una grotta, chiudendo la scoperta della regione con un’altra città Unesco come Fabriano. In Umbria tappa d'obbligo è stata Norcia per vedere con i nostri occhi lo stato dei fatti a quattro anni dal sisma, contribuendo a tener viva l'attenzione su questi luoghi dove le grandi ferite non scalfiscono la bellezza. In questa regione poi il cuore si è aperto alla maestosa magnificenza della Piana di Castelluccio. Dalla verdeggiante Umbria abbiamo fatto sosta a Roma, città eterna anch’essa città Unesco e per viverla attraverso due esperienze insolite una in stile “early birds” quindi scoprendo i grandi classici con la luce e l'atmosfera delle 7 di mattina e l’altra al tramonto in bicicletta sullo stile la Dolce Vita, con aperitivo sul colle Aventino. Tuttavia, il Lazio non è solo Roma, quindi siamo andati ad includere anche i bellissimi borghi circostanti che meritano molta più attenzione come Castel Gandolfo con il suo lago vulcanico, Artena la città pedonale più grande d'Europa dove la raccolta differenziata viene fatta a dorso di mulo, Trevi nel Lazio con il suo borgo punteggiato da poesie itineranti e installazioni d'arte, Subiaco il suo Monastero di San Benedetto del 1461. In Campania sosta d’elezione è stato il Cilento con il suo paesaggio Unesco e borgo di Castellabate, entrato nella storia cinematografica per essere stato set di Benvenuti al Sud, ma anche per il lavoro di recupero architettonico e culturale di Palazzo Gentilcore. Penultima tappa nell’infinito paesaggio color oro dell’alta Basilicata con Forenza e il borgo Masserie del Falco per arrivare come destinazione finale nel Salento».
«Quello che ad oggi ci portiamo a casa come riflessione - ammettono - è che non basta avere un sito di interesse storico culturale per attrarre viaggiatori, ma è necessario creare un contesto che rispetti il patrimonio in termini ambientali ed estetici; che i cittadini del luogo siano i primi cantastorie e ambasciatori della bellezza che hanno il privilegio di osservare ogni giorno; che chi lavora in questo mondo abbia un approccio più vivace, creativo ma che soprattutto sia in primis viaggiatore. Bisogna imparare a fare turismo andando oltre quello che si è sempre fatto, e riflettendo sul fatto che quello che è ovvio per chi vive un luogo non lo è per chi arriva anche da 100km più in là. La capacità di raccontare un territorio con personalità e passione, sotto molteplici aspetti dal cibo al design delle strutture ricettive, sono le caratteristiche che ci hanno colpito e che accomunano chi ha una marcia in più sul futuro».
Ed essendo Galatina la città natale di Barbara, era doveroso scegliere il Salento come tappa finale: «Viaggiando tanto, osservo questi luoghi per il loro potenziale culturale ed umano che va oltre la stagionalità, oltre il “mare, il sole e il vento”. A pochi giorni dal nostro arrivo ci siamo imbattuti già nella bella iniziativa di start-up agricola di Francesca e Silvia Margarito che con il loro Made in Orto, portano i prodotti genuini della terra direttamente a casa, con grande attenzione e coccole di stile per il cliente. Inoltre dalla loro energia creativa a breve nasceranno delle colazioni e aperitivi agricoli da gustare direttamente tra i filari di datterini gialli o le super locali minunceddhre (prodotto simile al cetriolo), iniziative queste che meritano di essere sostenute e condivise. Tra gli altri incontri locali anche la coppia di Simona e Gabriele Conversano che aprono le porte della loro Masseria Pagani a Nardò, raccontando un Salento autentico, ricco di storia e ricchezza gastronomica che viene portata a tavola a partire dalla colazione. Qui si respira il piacere del fare dell'accoglienza, coccolando gli ospiti e lasciando loro non solo un buon ricordo ma un’esperienza di viaggio».
«Oltre alla meraviglia del centro storico, di Piazza San Pietro e della Basilica di Santa Caterina - raccontano - abbiamo trovato molto interessante alcune proposte legate al cibo e al buon bere. Ovviamente la città è terra natale del pasticciotto, ma in una verticale su questo prodotto è interessante inserire il Tipicciotto. Un'idea nata lo scorso autunno dal maestro pasticciere Luigi Derniolo, attingendo ai grani antichi in uso quando nacque il pasticciotto. Un altro posto da mettere in agenda è Roger65 dove Carlo Liuzzi con il suo cocktail bar laboratorio, estrae, sperimenta e crea cocktails capaci di raccontare passione, sapere e territorio. Imperdibile l'Ulia con estratto di olive nere in salamoia - black brine. The last but not least, un grazie speciale alla preziosa guida Marzia De Matteis per aver creato un itinerario personalizzato alle nostre esigenze e facendoci scoprire la vivacità di una città che si sta muovendo con energia e creatività dal basso».