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Lecce, studenti hacker modificavano i voti del registro elettronico: 7 indagati

LECCE - I loro voti passavano da “impreparato” alla sufficienza. Con la variazione di voti già molto alti, così da portare un rispettabilissimo 8 a 9. Giovanissimi ed abili hacker, per alcuni mesi hanno alterato il proprio rendimento scolastico accedendo al registro elettronico di classe, in un liceo leccese. Ma anche per loro è arrivato il momento del “game over” attraverso un avviso di conclusione delle indagini firmato dal sostituto procuratore presso la procura per i minorenni, Anna Carbonara. I sette indagati sono tutti diciottenni e diciannovenni ma all’epoca dei fatti frequentavano il terzo anno della superiore, nel capoluogo, quando erano ancora minorenni. I fatti sono accaduti tra il mese di dicembre 2017 e il maggio 2018. Alcuni erano pendolari, andavano a scuola a Lecce ma provenienti da Torchiarolo, Cavallino, Surbo e San Pietro in Lama. Certo è che, come un “virus” tra tutti e sette era scattata una molla: entrare negli account dei docenti per variare i propri voti. E non solo: evidentemente per accreditarsi con i compagni e con le ragazze, qualcuno tra i sette giovani “pirati” ha anche esagerato. Andando a truccare, senza troppo formalizzarsi, anche i voti dei compagni di classe. Uno dei sette ragazzi, tanto per dirne una, ha effettuato ben 31 interventi per modificare i voti conseguiti durante prove in classe, compiti ed interrogazioni “sistemando” il percorso e la pagella per se stesso e per una decina di compagni di classe. Tutto inizia quando qualcuno dei giovanissimi riesce ad accedere a nomi utente e password dei docenti. Probabilmente riescono a scoprire, in classe, un file o un registro comune. E basta scorrere il lunghissimo elenco degli accessi informatici abusivi al registro elettronico dagli studenti, per accorgersi che avevano le credenziali d’accesso di tutti i docenti. Uno studente, in particolare, si “aggiusta” i voti che gli sono stati assegnati da ben quattro professori. In tutto sono 67 gli accessi informatici effettuati per cambiare le valutazioni lasciate dai docenti nel corso dell’anno e durante le interrogazioni. Tutto, come si è detto, inizia in sordina. È un giovanissimo studente ad hackerare l’account di un professore e incomincia ad aumentare i propri voti. In febbraio si aggiusta un 7+ che diventa 7,5. Poi è evidente che il gioco gli prende la mano e rischia, azzarda. Inizia a cambiare anche i voti dei compagni di classe, evidentemente su richiesta. Poi esagera e invece di sistemarsi la media si concede persino un 9,5 al posto di un clamoroso “impreparato”. È in quel momento che la cosa scappa di mano. Anche tutti gli altri ragazzi, infatti, da aprile in poi incominciano a cambiare i voti per sé e per le compagne, ad esempio. Si vede che le password vengono diffuse e ogni materia viene presa di mira. Il boom del rendimento, fasullo, della classe si vede in primavera e fino alla fine di maggio. Si comprende che ormai tutti sanno come vanno le cose là dentro. C’è chi chiede il cambiamento di un voto e le ottiene, le sessioni di accesso al registro vengono fatte in piccoli gruppi di studenti. E arriva, persino, il momento di gloria del secchione della classe: un ragazzo che non avrebbe bisogno di alterare nulla, perché ha già voti molto gratificanti, forse per non rimanere indietro rispetto alla classe (diventata, improvvisamente, una “succursale” del premio Nobel) incomincia a truccarsi i suoi, di voti. Così persino l’otto diventa nove. Le utenze per entrare nel registro di classe dei docenti sono, ovviamente, quelle casalinghe: intestate ad incolpevoli ed ignari genitori. Gente perbene, impiegati e lavoratori, che poco sapevano che cosa stessero combinando i propri figli. Al più sarebbero rimasti contenti per quei curricula scolastici di tutto rispetto. Finché, però, qualche docente “vecchio stampo” non ha verificato i voti elettronici con il caro e vecchio registro di carta, che qualcuno si ostina ancora a mantenere come “brutta copia”, scoprendo l’arcano e denunciando tutto. Ora sono state chiuse le indagini e gli indagati “avvisati” per aver commesso molteplici reati.

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