Salento e movida

Lecce, l'amarezza dei gestori delle discoteche dopo il blitz: noi estranei

I 4 locali finiti nel mirino dell'indagine della Polizia. Il titolare del Guendalina: basta, dal prossimo anno chiudo.

Lecce, l'amarezza dei gestori delle discoteche dopo il blitz: noi estranei

Quattro strutture a rischio chiusura dopo gli arresti eseguiti dalla Polizia di Lecce nell'ambito della operazione Puscher 3 cheha riguardato lo spaccio di cocaina nei locali della movida. Anzi i localii dovrebbero essere tre, tenendo conto che una di queste è la discoteca «Guendalina», già colpita da un provvedimento di sospensione.

Al riguardo, il titolare Vincenzo De Robertis dichiara che il prossimo anno la discoteca cesserà definitivamente la sua attività: «Ho già deciso - dichiara - per il resto non ho altro da aggiungere. Posso solo dire che abbiamo sempre collaborato con le forze dell’ordine per contrastare lo spaccio di droga. Dal 2002 abbiamo messo a disposizione degli investigatori una stanza per effettuare controlli e perquisizioni, e grazie alla nostra collaborazione gli arresti da allora sono diminuiti» .
Gli altri locali che sono al vaglio del Questore, che dovrà esaminare caso per caso se ci sono i presupposti per disporre la sospensione temporanea della licenza, sono il «Ficodindia», il ristorante «Le Darsene» di Porto Cesareo e il «Birreghe» di San Foca.

«Noi ovviamente non siamo coinvolti in questa faccenda - spiegano i proprietari del Ficodindia - facciamo solo un lavoro di intrattenimento per far divertire le persone. Vogliamo solo precisare che i parcheggiatori non sono nostri dipendenti in quanto l’attività di parcheggio viene ceduta in comodato ad una ditta per dare un servizio al pubblico».

Rammarico e amarezza viene espressa dal proprietario del ristorante «La Darsena» di Porto Cesareo. «Così viene causato un danno alle nostre strutture, una pubblicità negativa assolutamente immotivata - spiega - in primo luogo la mia è un’attività di ristorazione, con un lounge bar, e non una discoteca, un posto ben frequentato dove vengono solo bravi ragazzi e non è mai accaduto nulla di spiacevole. Il nostro è un locale pubblico, facciamo una selezione all’ingresso per i minorenni, abbiamo un servizio di vigilanza con regolare contratto. Non mi sembra giusto che il nome della mia attività sia accostato a questo genere di vicende, io dalla mattina alla sera lavoro duramente per far funzionare al meglio questa struttura».

Per conto del Birreghe parla l’avvocato Luigi Doria, legale di fiducia della società. «Abbiamo appreso dell’avvio del procedimento amministrativo - dichiara - tengo a precisare che l’attuale società ha preso il locale in gestione da appena due mesi e non è vicina a questo territorio. Se l’iniziativa della Questura è legata all’arresto di due dipendenti, ritengo che la norma in questione non sia applicabile. Diversamente, se dovesse essere legata alla prova di una cattiva frequentazione approfondiremo la questione facendo un accesso agli atti. Il procedimento è ancora all’inizio, qualora dovesse sfociare un un provvedimento di sospensione, faremo ricorso al Tar. La società non ha nulla di cui preoccuparsi».

L’art. 100 del Tulps dispone che la misura di pubblica sicurezza della sospensione della licenza può intervenire in caso di “tumulti o gravi disordini”, oppure “qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose” o, comunque, se il comportamento costituisca “un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it